Sabato 19 Gennaio 2019 | 02:53

Fasano - Convegno nazionale di informatica

A Torre Canne - dal 17 al 20 giugno - la 15ª edizione del Convegno italiano su Sistemi evoluti per basi di dati, un appuntamento fra esperti che si tiene per la prima volta in Puglia. È organizzato dal dipartimento di Informatica dell'Università di Bari
Convegno informatica basi dati Dal 17 al 20 giugno 2007 - nell'Hotel del Levante a Torre Canne di Fasano (Brindisi) - si terrà la quindicesima edizione del Convegno italiano su Sistemi evoluti per basi di dati (SEBD 2007, http://sebd2007.di.uniba.it/). È la prima volta che la comunità nazionale delle basi di dati si riunisce in Puglia e l'evento è organizzato dal dipartimento di Informatica dell'Università degli studi Bari, scelto perché presso di esso opera un nutrito gruppo di ricercatori che svolge ricerche nel settore delle basi di dati. Il presidente del programma del "Sebd 2007" è il prof. Donato Malerba, dell'Università di Bari, mentre il presidente generale è la prof.ssa Letizia Tanca del Politecnico di Milano.

Il termine database (in italiano, base di dati), indica una vasta raccolta di dati integrati, riguardanti uno stesso argomento o più argomenti correlati tra loro, strutturato in modo tale da consentire la gestione dei dati stessi (l'inserimento, la ricerca, la cancellazione ed il loro aggiornamento) da parte di applicazioni software.
La prima edizione del "SEBD" risale al 1993. In tale occasione, l'evento si concluse con la stesura di uno dei rapporti tecnici per un progetto nazionale sponsorizzato dal Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr). Il successo di tale evento fu di incoraggiamento per gli organizzatori che decisero di ripetere l'esperienza anno dopo anno, finché il convegno è divenuto la principale occasione di incontro a livello nazionale per la comunità italiana di ricerca nel settore delle basi di dati.
La comunità di ricerca nelle basi di dati riveste un ruolo chiave nel processo di costruzione di una infrastruttura tecnologica per la gestione dell'informazione.

Quando venne organizzata la prima edizione del SEBD, le limitazioni mostrate dai classici sistemi di gestione delle basi di dati relazionali rendevano pressante la formulazione di soluzioni innovative per i nuovi problemi sollevati dalle diverse applicazioni. Fino agli anni Ottanta, infatti, le informazioni da memorizzare consistevano principalmente in grandi masse di dati gestionali, il cui trattamento era basato su operazioni ripetitive e abbastanza elementari, sostanzialmente di natura contabile. Nel seguito, però, con i tanti passi avanti della tecnologia, l'informatica ha affrontato la necessità di trattare tipi di dati molto sofisticati, come ad esempio immagini, suoni, filmati, informazioni di natura geografica o dati biologici, provenienti dalle ricerche sul genoma e sulle proteine, o ancora informazioni astronomiche. Per questo tipo di informazioni è stato necessario progettare nuovi modelli, e cioè metodi di rappresentazione, nuovi linguaggi, per esprimere l'interazione con questi archivi di dati complessi, sia nuove strategie di elaborazione, per processarli in modo efficiente. Inoltre, i risultati delle ricerche nel settore dell'interazione uomo-macchina sono stati applicati ai sistemi per la gestione delle basi di dati al fine di supportare la diffusione di questa tecnologia anche fra i non specialisti.

Quindici anni più tardi, si è trovata una soluzione per molti di questi problemi, al punto che i moderni sistemi per basi di dati svolgono, per molte applicazioni, un ottimo lavoro per la memorizzazione dei dati. Tuttavia, il progresso tecnologico continua, e sono necessarie nuove soluzioni per soddisfare le esigenze di un diverso panorama. L'avvento del Web ha introdotto nuovi protocolli (HTML e XML per citarne alcuni), diverse infrastrutture per la comunicazione (per esempio, intranet e extranet), nuove architetture software (per esempio, i Web Services) e nuovi paradigmi per la distribuzione, l'accesso e l'interoperabilità dei dati. Inoltre, la computazione mobile e pervasiva sta dando vita ad una nuova classe di applicazioni e ponendo nuove sfide. Nei futuri ambienti di computazione wireless, caratterizzati da un elevato numero di dispositivi con limitate capacità di computazione, memorizzazione e comunicazione e ristretta autonomia di batteria si interrogheranno le basi di dati operanti utilizzando canali di comunicazione wireless. Questo porrà dei nuovi problemi, perché i dispositivi mobili avranno spesso l'esigenza di disconnettersi per lunghi periodi di tempo e riconnettersi a server differenti in momenti differenti, rendendo quindi inapplicabili molte delle soluzioni computazionali finora sviluppate. Considerando la natura dei dati in ambienti di calcolo pervasivo, diventerà anche molto impegnativo garantire privatezza e sicurezza degli stessi. Altre applicazioni emergenti, da quelle scientifiche (si pensi alle banche dati genomiche), a quelle economiche (come il commercio elettronico) e ludiche (come le biblioteche elettroniche contenenti documenti, video e musica) richiedono "informazioni significative", rappresentate in modo molto complesso, piuttosto che dei semplici "dati".

Oggi più che mai è importante che la comunità dei ricercatori si interroghi sul futuro della tecnologia delle basi di dati. Se è vero che essa ha raggiunto dei livelli ragguardevoli in termini di standard e sviluppo, possiamo dire che il suo ruolo appare essere sempre meno centrale in una realtà caratterizzata da una rete informativa distribuita globalmente.
Già da tempo, i dati sono non sono più raccolti esclusivamente in database management system (DBMS) centralizzati ma sono ormai disponibili su siti web in forma non strutturata o semistrutturata oppure sono raccolti nelle memorie di una miriade di dispositivi mobili come i cellulari che all'occorrenza possono costituire delle reti ad hoc e scambiarsi dati locali.
Come indicizzare, interrogare ed analizzare efficacemente ed efficientemente dati non strutturati (video, audio, immagini o documenti) resta ancora un problema aperto. Non ci sono ancora soluzioni standardizzate che peraltro sono indispensabili per consentire la realizzazione delle grandi biblioteche elettroniche nelle quali molti paesi stanno facendo cospicui investimenti. A quanto detto si aggiungano le complicazioni poste dal fatto che in molte applicazioni i dati non sono più modellati come relazioni "persistenti" ma come flussi di dati (data stream) "transienti". Basti pensare alle applicazioni finanziarie, al monitoraggio del traffico di rete, alle reti di sensori, e alla gestione delle telecomunicazioni. Il continuo arrivo di nuovi dati, con frequenze impredicibili, pone delle grosse sfide alla attuale tecnologia dei sistemi di basi di dati. Le interrogazioni diventano imprecise e persino ordinare o aggregare dati di un flusso di cui non sappiamo predire la terminazione può essere un problema.
Oggi, poi, le diverse applicazioni richiedono l'integrazione di dati raccolti con modalità e scopi differenti. L'integrazione deve avvenire al livello "semantico", per evitare che chi necessita di effettuare una analisi comparativa di prodotti offerti da diversi fornitori (anche di paesi diversi) debba porsi il problema di effettuare costose conversioni in una rappresentazione "unificante".

Il problema dell'integrazione dell'informazione è anche avvertito come un problema di sicurezza nazionale, soprattutto negli Stati Uniti, dopo l'11 settembre 2001. Immaginando di poter accedere ai database di tutte le scuole di volo, come poter ritrovare "gli studenti che non hanno alcuna affiliazione con una compagnia aerea", visto che i diversi database certamente memorizzeranno i dati in formati differenti? A seguito di tali rapidi cambiamenti di contesto, la comunità scientifica sta rivedendo lo stesso concetto di "base di dati" e esplorando nuove infrastrutture tecnologiche per la memorizzazione dei dati e per la gestione dell'informazione. Le basi di dati come noi le conosciamo stanno diventando un magazzino per dati antiquati che i "legacy system" ancora mantengono per motivi di inerzia.
Questo spostamento dell'interesse verso il ruolo dei dati nella computazione è anche riflesso nei lavori presentati al SEBD 2007. Il programma del convegno è piuttosto ricco e prevede la presentazione di ben quarantanove contributi, provenienti per la maggior parte da università italiane e Cnr, con alcune presenze di realtà industriali. Inoltre sono state selezionate sette dimostrazioni di sistemi per la Sessione Demo, che rappresenta una occasione per quanti intendono offrire una dimostrazione di un loro sistema in un contesto interattivo. In aggiunta ad articoli e dimostrazioni di sistemi, il programma del convegno include le relazioni invitate di Karl Aberer (EPFL, Lausanne, Svizzera) e Michael Kifer (State University of New York, Stony Brook, USA), e un tutorial di Michael May (Fraunhofer Institute of Autonomous Intelligent Systems, Bonn, Germania).

L'evento è stato patrocinato e sponsorizzato dalla Regione Puglia oltre che da diversi centri di ricerca, dall'Azienda speciale della Camera di commercio di Bari (A.I.C.A.I.) e da numerose imprese nazionali e locali.

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