Lunedì 21 Gennaio 2019 | 20:39

Vendola: «Periferie, poli di innovazione»

«Quello delle periferie - ha detto il presidente della Regione Puglia - è un tema di rilevanza europea. Penso che l'esplosione delle banlieu parigine abbia dimostrato che c'è una questione che va risolta»
BARI - «Dobbiamo pensare alle periferie non come luoghi pieni di buchi da rattoppare ma come frontiere per costruire nuovi laboratori urbani, come nuovi poli di innovazione urbana». Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, che oggi a Bari, nella parrocchia San Paolo, nel quartiere periferico San Paolo, ha partecipato alla presentazione della ricerca nazionale sulle periferie italiane voluta dalla Conferenza Episcopale italiana e realizzata dalla Caritas Italiana in collaborazione con l'Università Cattolica di Milano. Tra le dieci città italiane (Roma, Torino, Genova, Milano, Bologna, Firenze, Napoli, Bari, Catania e Palermo) individuate per la ricerca è presente appunto Bari con il quartiere San Paolo. All'incontro è intervenuto, tra gli altri, il Direttore della Caritas italiana, Don Vittorio Nozza.
«Quello delle periferie - ha detto Vendola - è un tema di rilevanza europea. Penso che l'esplosione delle banlieu parigine abbia dimostrato che c'è una questione periferia che cova in tutto il vecchio continente. Io ricordo che l' Europa - ha proseguito Vendola - ha affrontato la partita decisiva dei centri storici finanziando i piani Urban, mettendo dentro la discussione pubblica continentale il recupero, il riuso, la valorizzazione di quelle aree di pregio che sono state considerati centri storici». E oggi, secondo Vendola, quindi, non soltanto il governo delle autonomie locali, degli enti territoriali, o i governi regionali, devono essere concentrati su questo tema: ci deve essere «una regia europea nel mettere al centro di una stagione lunga di interventi e progetti concreti il risanamento e la riqualificazione delle periferie come una delle questioni più importanti dal punto di vista sociale, economico, ecologico».

Le periferie, dunque, per il presidente della Regione Puglia, intese «non come luoghi da rattoppare ma come possibili poli della innovazione urbana, per esempio le periferie come luoghi privilegiati per la sperimentazione di tutto ciò che è energia rinnovabile, dei pannelli solari sui tetti, delle tegole fotovoltaiche, della cogenerazione, diciamo di tutto ciò che riguarda autoproduzione, risparmio ed efficienza energetica».
«Penso alle periferie - ha aggiunto Vendola - come ad un deposito di vitalità straordinaria che va aiutata ad esprimersi attraverso la costruzione di reti di protezione sociale. Credo che noi dobbiamo cambiare l'ottica: in Puglia abbiamo cominciato a cambiare l'ottica perchè i nostri finanziamenti su un progetto importante come il Pirp sono il contrario della logica della elemosina: non si tratta di dare una tantum, un contentino ad una periferia». «Si tratta - ha concluso il presidente della Regione Puglia - di immaginare cospicui finanziamenti sulla base di progetti che partono dal basso, che vedano le periferie non come cavie da laboratorio ma come luoghi abitati da persone pensanti che hanno la principale esperienza sul loro vivere urbano e che sono in grado di fare nuova progettazione. Le periferie quindi come luogo vitale a cui restituire chance di crescita e di sviluppo».

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