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Fratellini - Curia pagò ricerche in Romania

Da accertamenti della procura di Bari è emerso che la diocesi di Gravina, nel luglio 2006, finanziò ricerche private di Ciccio e Tore Pappalardi. I due mancano da casa dallo scorso 5 giugno
GRAVINA IN PUGLIA (BARI) - La curia di Gravina nel luglio 2006, un mese dopo la scomparsa di Francesco e Salvatore Pappalardi, finanziò un viaggio in Romania del negoziante gravinese Michele Lorusso, che più volte si è recato nel Paese dell'est Europa per cercare tracce dei due fratelli scomparsi esattamente un anno fa, il 5 giugno 2006. È quanto emerge dagli accertamenti compiuti dalla procura di Bari che ha scandagliato e poi accantonato la "pista romena".
A quanto si è saputo, la curia avrebbe speso poche migliaia di euro - pare 2.000 - per sostenere le spese di trasferta del negoziante, che anche negli ultimi tempi si è recato privatamente in Romania (sembra anche per conto della difesa di Filippo Pappalardi, papà degli scomparsi) per contattare persone che potrebbero conoscere particolari sulla sorte dei due ragazzini. Non si conoscono i motivi che hanno indotto gli uffici ecclesiastici a finanziare le ricerche private, anche se è intuibile che, in questo modo, volessero imprimere un' accelerazione alle ricerche della polizia e della procura che continuavano a battere la pista familiare e locale mentre Filippo Pappalardi diceva di essere convinto (come fa ancora oggi) che i bambini erano stati portati in Romania.
Dopo aver accantonato la "pista romena", la procura ha indagato Pappalardi per sequestro di persona, accusandolo di aver alimentato la pista estera per allontanare da sè ogni sospetto.

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