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Facevano prostituire due sorelle

Le due giovani donne con problemi psichici evidenti, venivano fatte prostituire a San Giorgio Jonico, in provincia di Taranto. Arrestate altre 21 persone coinvolte nel giro
TARANTO - Per i reati continuati di violenza sessuale, circonvenzione d'incapace, sfruttamento della prostituzione e minacce nei confronti di due donne in condizioni di inferiorità psichica, militari della Compagnia Carabinieri di Martina Franca, con personale del Comando Provinciale di Taranto, stanno eseguendo ordinanze di custodia cautelare nei confronti di 21 persone, cinque in carcere e sedici ai domiciliari. Gli arresti vengono eseguiti nelle province di Taranto e di Bari.
L'operazione, nella quale sono impegnati un'ottantina di militari e circa 40 mezzi del Comando Provinciale dei Carabinieri di Taranto, riguarda un'indagine per violenze sessuali nei confronti di due sorelle di 28 e 35 anni, disagiate psichiche, fatte prostituire: una analoga operazione fu compiuta nel novembre scorso e portò all'arresto di altre 23 persone.
Le ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dal gip del Tribunale di Taranto Patrizia Todisco, su richiesta del sostituto procuratore Vincenzo Petrocelli.
La nuova ondata d'arresti riguarda fatti accaduti dall'estate 2006.
Le indagini furono avviate sulla base di una segnalazione ai militari che, all'inizio, per ottenere la fiducia delle due donne escogitarono di indossare camici bianchi per fingersi medici e verificare voci insistite di paese: per farsi raccontare cioè degli incontri a scopi sessuali che venivano organizzati da sfruttatori senza scrupoli in cambio dei quali le due donne ricevevano pochi euro oppure regalini sotto forma di ricariche telefoniche o caramelle. Una storia nata dal disagio sociale in cui vive l'intera famiglia delle due vittime.

I colloqui con le due giovani donne fatti dai militari, travestiti da medici, avvenivano lo scorso anno in una struttura sociale in cui le due sorelle trascorrevano alcune ore al giorno.
Dopo aver scoperto che le due donne venivano fatte prostituire, almeno dal dicembre 2005, da alcune persone che credevano amiche, i militari hanno continuato le indagini, questa volta con l'ausilio di veri medici e sulla base di un rapporto di fiducia con le due donne rafforzato per gli arresti del novembre scorso: le due giovani, infatti, secondo gli investigatori, si sono sentite tutelate da coloro che avevano eliminato dalla loro vita chi le maltrattava, violentava e minacciava e hanno così fornito le informazioni necessarie per l'esecuzione di queste nuove ordinanze.

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