Mercoledì 16 Gennaio 2019 | 15:21

«A Castellaneta l'errore si poteva evitare»

Lo ha detto il ministro della Salute Livia Turco nel corso della sua relazione in aula alla Camera sulle morti nell'Unità di terapia intensiva dell'ospedale di Castellaneta in provincia di Taranto. «L'errore tecnico - ha sottolineato il ministro - si sarebbe potuto evidenziare in vari momenti, ma soprattutto e senza ombra di dubbio in fase di collaudo, se questo fosse stato correttamente eseguito seguendo la procedura»
ROMA - «L'errore tecnico si sarebbe potuto evidenziare in vari momenti, ma soprattutto e senza ombra di dubbio in fase di collaudo, se questo fosse stato correttamente eseguito seguendo la procedura per la prova e l'accettazione della norma tecnica»: lo ha detto il ministro della Salute Livia Turco nel corso della sua relazione in aula alla Camera.
Le prime verifiche condotte sull'impianto di erogazione dei gas medicali «fanno presumere che la linea di adduzione dell'ossigeno - ha detto il ministro della Salute Livia Turco durante la sua relazione in aula alla Camera - sia stata fatta erroneamente derivare dalla linea del protossido di azoto nel collettore principale. Su tale punto sono in corso gli accertamenti dell Autorità Giudiziaria ed inoltre è stato rilevato che «'identificazione per gas e direzione di flusso delle diverse linee del collettore principale, come previsto dalla normativa, era assolutamente carente». Le verifiche effettuate presso la ditta Ossitalia hanno evidenziato anche diverse carenze documentali, tra le quali l'assenza di un capitolato tecnico dettagliato.

La dotazione organica di personale, soprattutto medico, risulta «gravemente insufficiente per l'attivazione dell'Utic, e la dotazione di apparecchiature e presidi risulta carente», ha poi riferito il ministro della Salute, «la relazione della commissione di indagine istituita dalla Regione Puglia - ha detto il ministro - conclude evidenziando che le attività condotte per l'attivazione della Unità di Terapia Intensiva Coronarica dell'Ospedale di Castellaneta abbiano subito due momenti di accelerazione, nei primi mesi del 2005 e del 2007, suggerendo anche che tali accelerazioni siano state precedute, accompagnate e seguite da una gestione approssimativa e superficiale delle procedure di attivazione, presa in carico, gestione e verifica degli impianti».

«Non sono andata all'ospedale di Castellaneta - ha concluso la Turco - per evitare che la mia visita venisse considerata formale e strumentale. Ci andrò a fine campagna elettorale per incontrare le famiglie e gli operatori sanitari»

VIA A RICOGNIZIONE TECNICA STRUTTURE
Via ad una ricognizione dello stato delle diverse strutture ospedaliere, «per verificare la sussistenza di criticità nella loro capacità di governo degli impianti e delle tecnologie». Lo ha annunciato il ministro della Salute Livia Turco durante la sua relazione alla Camera.
«E' da presumere - ha detto Turco - che sia risultata inadeguata la capacità operativa dell'Area Tecnica dell'Azienda Sanitaria di Taranto» e mentre la sanità ha registrato negli ultimi anni un'accelerazione esponenziale della complessità delle tecnologie impiegate, «non vi è stata una corrispondente capacità di stimolare un'analoga evoluzione delle competenze e delle risorse degli uffici tecnici».
Mentre la dotazione organica del personale sanitario è codificata non esiste alcun riferimento normativo, ha aggiunto il ministro, sul numero degli operatori e professionalità richieste per la gestione tecnica di un ospedale o di una Asl. «Molti uffici tecnici dispongono di personale non adeguatamente formato e selezionato. Non mancano uffici tecnici addirittura privi di un dirigente». Per questo il ministro ha fatto un resoconto delle misure in grado di dare risultati già in tempi brevi. Dopo la ricognizione tecnica verranno elaborate con le Regioni linee guida. E' anche in corso di revisione il protocollo sperimentale per il monitoraggio degli eventi sentinella,rari ma gravità, a cui deve far seguito un'indagine.

10 CONSIGLI A CITTADINI SU SICUREZZA
Verra' promossa una campagna di comunicazione per i cittadini, rispetto ai loro diritti e ai loro doveri, nel momento in cui entrano in contatto con la struttura sanitaria. Ha annunciato il ministro della Salute. «Il primo atto di questa iniziativa - ha detto il ministro - è rappresentato dalla Guida per i pazienti a tutela della sicurezza delle cure, dal titolo 'E' la mia salute io ci sono', 10 suggerimenti per il cittadino che entra in contatto con il SSN». Saranno poi condotte campagne di informazione per i familiari, ha aggiunto il ministro, con particolare attenzione alla cura di bambini e fasce deboli, così come per i volontari che operano nelle strutture del SSN. Infine sarà predisposta una guida per le aziende su come coinvolgere i pazienti sul tema sicurezza.

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