Domenica 20 Gennaio 2019 | 18:54

Otto morti sospette all'ospedale di Castellaneta

Forse uno scambio di tubi: invece di ossigeno, dalle mascherine poste sulle spalliere dei letti di terapia intensiva è uscito protossido di azoto, una sostanza che si usa in anestesia. Il primo a rendersene conto il direttore generale della Asl, Marco Urago • L'ospedale nuovo di Castellaneta • Il figlio dell'ultima vittima: ora provo tanta rabbia
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Ospedale Castellaneta CASTELLANETA (Taranto) - Oggi si cerca di capire: è la giornata delle domande, dei chiarimenti, dei perché sulle otto morti sospette avvenute nell'Unità di terapia intensiva coronarica (Utic) dell'ospedale di Castellaneta, una struttura sanitaria nuovissima, inaugurata nel febbraio 2005, collocata proprio di fronte al vecchio nosocomio. Così come era nuovo il reparto, aperto solo il 20 aprile scorso dopo un anno di attesa perché mancavano i cardiologi.

In 15 giorni 21 pazienti transitati nel reparto e otto morti. Otto pazienti deceduti in quel reparto da ieri posto sotto sequestro: solo i numeri danno da pensare. Ma soprattutto danno da pensare quei tubi, così diversi tra loro per colore e dimensione, che con ogni probabilità potrebbero essere stati scambiati: e così, invece di ossigeno, dalle mascherine poste sulle spalliere dei letti di terapia intensiva è uscito protossido di azoto, una sostanza che si usa in anestesia e che in quella stanza proprio non doveva esserci.

Se ne è subito reso conto il direttore generale della Asl, Marco Urago, che ieri, non appena appresa la notizia della morte dell'ultima paziente, informato dai medici, ha presentato denuncia ai Carabinieri ed alla Magistratura. Non solo: insieme con i tecnici di manutenzione e i medici della Asl ha fatto un sopralluogo all'impianto. Ha seguito passo passo i tubi, partendo dal luogo di ricovero dei pazienti ed ha trovato un raccordo a forma di "T" che aggancia il tubo dell'ossigeno e che potrebbe essere la fonte dell'inserimento nell'impianto di protossido di azoto.

Così dunque sarebbe morta, nella giornata di ieri, l'ultima paziente, una donna di 73 anni, Cosima Ancona, ritenuta dal primario dell'Utic, Antonio Scarcia, «di scarso rilievo cardiopatico». È stata proprio la sua morte ad insospettire, più delle altre. Per tre casi, infatti, il decesso sarebbe sopravvenuto non appena i pazienti erano stati portati nell'Utic, negli altri quattro casi era stato registrato uno stato di salute molto precario dei pazienti anche se non si sa ancora quanti di loro abbiano utilizzato le mascherine per l'ossigeno.

Urago tuona: «Difenderò fino in fondo i miei medici e i miei infermieri che hanno agito nel migliore dei modi». Intanto si seguono più strade: oltre all'indagine dei Carabinieri di Castellaneta, la Asl di Taranto si è infatti mobilitata. Si intende accertare quanto è avvenuto nell'ospedale avviando una verifica interna su tutte le procedure messe in atto sulla apertura dell'Utic; sarà anche fatta una verifica "a tappeto" su tutti gli impianti della Asl ed è stato dato il via ad una indagine amministrativa interna.
«Noi - afferma Urago - abbiamo tutte le carte del collaudo analitico, collaudo fatto a fine 2005 (dall'azienda Ossitalia di Modugno, in provincia di Bari, n.d.r.) e da quel momento il reparto è rimasto chiuso».

Nella giornata dei perché sono ovviamente mobilitati i carabinieri che oggi faranno nuovi sopralluoghi nell'ospedale: saranno ispezionate, fotografate e sottoposte a perizia, strutture accessorie strettamente collegate all'uso del macchinario per la distribuzione dell'ossigeno. Il ministro della Salute Livia Tuco ha già attivato i Nas e gli ispettori ministeriali.
Alla fine della mattinata il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, e l'assessore regionale alle Politiche della salute, Alberto Tedesco, terranno una conferenza stampa. «Se saranno accertate responsabilità - aveva detto ieri sera a tarda ora Tedesco - saranno perseguite con la massima durezza».

Ecco la cronologia degli otto decessi avvenuti nel reparto Utic (Unità di terapia intensiva coronarica), dell'ospedale civile di Castellaneta dal 20 aprile scorso, giorno della sua inaugurazione:
- 20 aprile: Vincenzo Tortorella di 75 anni; Antonio Naselli, di 76.
- 24 aprile: Leonardo Grieco, 85 anni.
- 25 aprile: Angelo Carmignano, 67 anni; Pasquale Caragnano, 84 anni.
- 30 aprile: Michelina Santoro, 80 anni.
- 2 maggio: Pasquale Mazzone, 82 anni.
- 4 maggio: Cosima Ancona, 73 anni. Dalla scorsa notte l'Unità è chiusa per sequestro disposto dalla magistratura.

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