Mercoledì 23 Gennaio 2019 | 03:02

«Un buco nella Sanità pugliese? Abbiamo evitato le tasse»

Il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, commenta il risultato del monitoraggio disposto dal governo sulla spesa sanitaria delle regioni italiane e pubblicato oggi dal quotidiano «Il Sole 24 ore»
BARI - «Da tanto tempo si paventano rischi. La Regione Puglia, a differenza di quasi tutte le altre regioni d'Italia, non ha fatto ricorso alla modifica delle aliquote fiscali, non ha aumentato la pressione fiscale nei confronti del popolo pugliese». Così il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, commenta il risultato del monitoraggio disposto dal governo sulla spesa sanitaria delle regioni italiane e pubblicato oggi dal quotidiano «Il Sole 24 ore», che indica un deficit nel 2006 per la Puglia di 290 milioni di euro. Vendola ne ha parlato con i giornalisti a margine di un incontro a Bari con una delegazione di Emergency.
«Naturalmente il problema dei disavanzi nella Sanità è serissimo - ha aggiunto - ma credo che l'intervento complessivo che stiamo operando sulla sanità, dal controllo della spesa farmaceutica all'accordo di ieri con la Guardia di finanza, serva a costruire un sistema di controllo a tenaglia affinché la qualità della spesa possa essere verificata da tutti i cittadini».
«Del resto viviamo in una regione - ha proseguito Vendola - in cui bisogna considerare non solo il deficit finanziario ma anche il deficit di organici. Vorrei che Il Sole 24 ore riflettesse sul fatto che la Puglia ha la stessa popolazione dell'Emilia-Romagna, ma nella nostra sanità ci sono 36.000 persone che lavorano e nell'Emilia-Romagna ce ne sono 57.000. Noi abbiamo una carenza di organici, di medici e infermieri, che è drammatica ed è il frutto di due blocchi delle assunzioni voluti da Fitto e del blocco delle assunzioni voluto da Tremonti. Quello è un dato persino più grave dei disavanzi finanziari. Il sommesso consiglio del presidente della Regione è allora: impariamo a mettere in relazione i conti delle casse pubbliche con i conti delle casse private, delle famiglie, delle persone, per avere effettivamente il quadro della situazione».
Vendola ha poi spiegato che «c'è un piano che riguarda il ripiano dei conti, a giugno avremo la manovra di correzione di bilancio e in quella occasione faremo le coperture debite alle voci vacanti. Però il calcolo va operato a 360 gradi. In alcuni casi c'è una quantificazione di buco finanziario che non corrisponde a verità perché riguarda le ferie non godute da parte dei lavoratori della sanità; in un altro caso non c'è la contabilità di quelli che la Regione ha come crediti per la mobilità attiva, cioè per tutti coloro che da fuori Puglia sono venuti a ricoverarsi in Puglia. Quindi bisogna fare bene tutti questi conti».
«Credo che ce la faremo - ha concluso Vendola - non solo a superare il vaglio delle autorità di governo, ma a superare soprattutto gli ostacoli di natura finanziaria che sono giganteschi e che derivano da una storia che andrebbe tutta quanta ricostruita. Però siamo impegnati soprattutto in questo risultato: qualificare la spesa e allargare l'area dei servizi ai cittadini».

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