Giovedì 24 Gennaio 2019 | 07:05

Rifiuti - La Puglia volta pagina

Il presidente della giunta regionale, Nichi Vendola, ha introdotto il dibattito in Consiglio con una relazione sulla fine del commissariamento per l'emergenza smaltimento. Obiettivo, il decentramento a Province e Comuni
Nichi Vendola BARI - È cominciato con la lunga e dettagliata relazione del presidente Vendola (ex commissario per l'emergenza dei rifiuti), il dibattito in aula sulla fine del commissariamento e dell'emergenza sui rifiuti. «Dopo 12 lunghissimi anni la Puglia torna alla normalità - così esordisce Vendola -: infatti dal 1° febbraio si è conclusa l'emergenza ambientale sul ciclo dei rifiuti nel nostro territorio». In questo modo il centrosinistra ha mantenuto le attese su una delle proposte qualificanti del suo programma elettorale ed ha condotto la Puglia «alla conclusione di una lunga fase che ha prodotto complessivamente pochi risultati ed ha privato il sistema delle autonomie locali delle proprie funzioni e responsabilità».
Questo è un primo obiettivo raggiunto: il decentramento con la restituzione alle Province ed ai Comuni delle competenza su questa materia, facendole diventare protagoniste dell'intero sistema. Quello del commissariamento per il presidente Vendola era uno «strumento scorretto di governo». Uno strumento democraticamente discutibile «perché accentra il potere e la sua fine rappresenta la vittoria della democrazia». Vendola ha sostenuto che la conclusione del commissariamento non è l'avvenuta risoluzione di tutti i problemi della gestione dei rifiuti urbani, ma solo che il commissario delegato, con l'adozione degli ultimi provvedimenti riferiti alla definizione ed approvazione del complessivo sistema pubblico di gestione dei rifiuti urbani a regime, in attuazione del vigente piano regionale, ha esaurito il suo compito principale e che le eventuali code di situazioni di crisi contingente è utile e necessario che siano affrontate dalle autorità ordinariamente competenti.
Il lavoro si è sviluppato su due livelli di intervento: da un lato la chiusura di tutti gli atti necessari per dare concreto avvio alla realizzazione degli impianti previsti dalle gare durante la precedente gestione commissariale, dall'altro l'adozione dei necessari atti indispensabili per garantire a tutto il territorio il corretto smaltimento dei rifiuti urbani prodotti, nelle more della realizzazione degli impianti previsti.
Vendola ha denunciato una scorretta gestione delle procedure di "Via" (valutazione di impatto ambientale), prevista per consuetudine nella precedente gestione, a valle della stipula dei contratti. «Rivendico - ha detto Vendola - la scelta di aver atteso la conclusione dei giudizi amministrativi che pendevano sulle gare». Il programma del centrosinistra e di Vendola si discosta da quello di Fitto e del Centrodestra dal punto di vista della scelta fondamentale: Fitto rendeva centrale e strategica la opzione per l'incenerimento e il recupero energetico, «rendendo sovradimensionati gli impianti e portando in una condizione di residualità assoluta il tema della raccolta differenziata»; Vendola ha capovolto l'impostazione, mettendo al centro il recupero di materia e solo complementare il recupero energetico. Si pensa di poter raggiungere nel 2010 la quota del 55% e per questo nel bilancio del 2005 sono stati previsti per le province e gli Ato 6 milioni di euro. D'altro canto il governo nazionale ha disposto con la legge finanziaria dello scorso 27 dicembre, il raggiungimento dei livelli di raccolta differenziata del 40% al 2007 e del 60% al 2009, prevedendo finanche il commissariamento dei Comuni inadempienti. «Dunque - ha detto Vendola - questa è la strada su cui le amministrazioni devono incamminarsi con o senza i termovalorizzatori verso i quali vale la semplice considerazione che il loro dimensionamento avrebbe richiesto a regime una notevole quantità di rifiuti da incenerire tale non solo da rendere impossibile la raccolta differenziata, ma soprattutto da richiamarli da tutta Italia».
La fase transitoria di gestione dei rifiuti, fino alla realizzazione degli impianti a regime approvati, potrà essere assicurata dagli impianti esistenti. Il presidente ha assicurato un rientro all'ordinario non traumatico con importanti obiettivi da perseguire: garantire la chiusura conclusiva del ciclo di gestione dei rifiuti, con la definizione delle necessarie intese per l'utilizzazione di tutto il Cdr (combustibile da rifiuti), prodotto in alcuni ambiti territoriali (area nord barese, area metropolitana di Bari e Brindisi); Sviluppare al massimo la raccolta differenziata ed il connesso recupero di materia che offre importanti prospettive socio economiche al nostro territorio. Assicurare la presenza sul territorio di impianti di compostaggio essenziali per il trattamento della frazione umida da raccolta differenziata, oltre quelli già definiti e in fase di realizzazione per il territorio della provincia di Foggia. «Questi obiettivi ha concluso Vendola - non necessitano della presenza di poteri straordinari commissariali, perché sono obiettivi che si perseguono attraverso la ricerca di concertazione ed intese, attraverso la specifica gestione dei servizi di raccolta, uscendo dalla logica del "no nel mio giardino" e lavorando con senso di responsabilità».

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