Mercoledì 16 Gennaio 2019 | 23:48

Rifiuti, in Puglia finiscono in discarica

Desolante fotografia dell'Apat: un'Italia a metà fra Nord e Sud, indietro sulla raccolta differenziata e che continua ad aumentare la sua produzione di rifiuti urbani anno dopo anno
ROMA - Un'Italia spaccata a meta' fra Nord e Sud, ancora indietro sulla raccolta differenziata, tranne casi di eccellenza, e che continua inesorabilmente ad aumentare la sua produzione di rifiuti urbani anno dopo anno. E la discarica è ancora il sistema di smaltimento più adottato.
Questa la fotografia scattata dall'Apat nel Rapporto Rifiuti 2006 presentato a Roma.

Il nostro Paese, in particolare, raggiunge una media del 24,3% nella raccolta differenziata e non riesce a centrare gli obiettivi stabiliti del 35% nel 2003 e del 40% nel 2007. Intanto la quantità di rifiuti prodotta cresce, segnando nel 2005 un aumento di 1,6 milioni di tonnellate rispetto al 2003, per un totale di 31,7 milioni di tonnellate.
Nella top ten delle Regioni più virtuose la reginetta della raccolta differenziata è il Veneto, con un 47,7%, seguita da Trentino Alto Adige (44,2%), Lombardia (42,5%), Piemonte (37,2%), Emilia Romagna (31,4%), Toscana (30,7%), Friuli Venezia Giulia (30,4%), Valle d'Aosta (28,4%), Umbria (24,2%) e Liguria (18,3%). Maglia nera per il Molise, con il 5,2%, Basilicata e Sicilia (5,5%). Per avere un'idea, in Sicilia vengono raccolti meno di 80 g di rifiuti al giorno per abitante, mentre Puglia e Calabria ne raccolgono appena 110 g, il Lazio meno di 200 g, contro invece i 630 g del Veneto e degli altri virtuosi, tutti oltre il mezzo kg.

Per quanto riguarda la classifica delle città metropolitane, invece, secondo il rapporto Apat, Padova, Torino e Prato superano il 35% di raccolta differenziata, seguite da Brescia, Milano, Verona e Livorno, con livelli fra il 30 e il 35 per cento. I primi della classe sono sicuramente i due terzi della provincia di Treviso, dove la differenziata tocca anche il 70%, ma ci sono anche diversi comuni campani di diversa dimensione che oscillano tra il 50 e il 60%, segno che il Sud può essere altrettanto virtuoso. Nella Capitale invece la raccolta differenziata stenta a decollare con un tasso medio del 15,3%, mentre a Messina è addirittura inesistente. In compenso la città siciliana produce molti meno rifiuti di altre città metropolitane, con 417 kg pro capite per abitante nel 2005. Il primato spetta ad un'altra siciliana, Catania, con 806 kg pro capite l'anno nel 2005, seguita da Prato, con 773 kg, Venezia con 715 kg, Firenze con 711 kg e Roma con 693 kg.

Ecco invece i capitoli principali dell'universo rifiuti in Italia:
- DISCARICA: riduzione del numero di discariche presenti sul territorio, con 61 in meno al Sud, ma lo smaltimento in discarica è ancora il metodo di gestione più utilizzato, con oltre 17 milioni di tonnellate. In discarica viene avviato il 90% dei rifiuti di Puglia, Sicilia e Lazio, mentre in Lombardia avviene solo con il 15%. Messina è anche la città con il maggior numero di discariche presenti sul territorio.
- COMPOSTAGGIO: settore in crescita nel 2005, con un aumento del 13%. Evidente il divario tra Nord e Sud: su una media di 41,4 kg di rifiuti raccolti in maniera differenziata ed inviati agli impianti di compostaggio, 70 kg arrivano da un abitante del Nord, 30 kg da uno del Centro e 10 kg dal Sud.
- INCENERIMENTO: +9% rispetto al 2004 pari a circa il 10,2% dei rifiuti gestiti (3,8 milioni di tonnellate). Su 50 impianti operativi, di cui 30 al Nord, 47 sono dotati di recupero energetico e molti hanno tecnologie recenti.
- SPECIALI E PERICOLOSI: 108 milioni di tonnellate di cui il 47% sottoposto a recupero di materia, circa il 21% arriva in discarica e il 15% è avviato a impianti di trattamento chimico, fisico o biologico e ricondizionamento preliminare. La produzione di rifiuti pericolosi, invece, si attesta a 5,3 milioni di tonnellate.

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