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Rigassificatore di Brindisi: 5 arresti

Tra i fermati l'ex sindaco, Giovanni Antonino, l'imprenditore Luca Scagliarini e tre funzionari della British Gas. Le accuse sono di corruzione e concussione per la realizzazione dell'impianto • Una realizzazione particolarmente contrastata
BRINDISI - Per disposizione della magistratura brindisina, cinque arresti sono stati compiuti stamane da polizia e guardia di finanza per reati legati alla realizzazione a Brindisi di un impianto di rigassificazione da parte della British Gas.

Tra gli arrestati l'ex sindaco di Brindisi, Giovanni Antonino, l'imprenditore Luca Scagliarini e tre funzionari della British Gas fermati con l'accusa di corruzione e concussione, in merito all'inchiesta sulla realizzazione di un rigassificatore nell'area portuale di «Capo Bianco». L'area di Capobianco antistante il porto di Brindisi è stata posta sotto sequestro.

I provvedimenti sono stati adottati dal gip del tribunale di Brindisi Simona Panzera, che ha accolto le richieste formulate dai pubblici ministeri Giuseppe De Nozza e Silvia Nastasia.
L'operazione - tuttora in corso - è condotta dagli agenti della Digos della questura di Brindisi e dai militari della Guardia di finanza. Oltre agli arresti, al sequestro e all'acquisizione di documentazione nei ministeri, sarebbero decine le perquisizioni in corso - a Roma, a Brindisi e altrove - con la notifica di informazioni di garanzia.

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