Lunedì 21 Gennaio 2019 | 06:03

La Puglia punta sulle crociere

L'assessore regionale al Turismo, Massimo Ostillio, ha aperto a Bari un "tavolo di concertazione" tra gli enti interessati allo sviluppo del settore. La testimonianza del "boom" del porto di Napoli
Turisti in crociera BARI - Valorizzare e promuovere il turismo crocieristico in Puglia. Con questo obiettivo, Massimo Ostillio, assessore regionale al Turismo, ha aperto oggi a Bari un tavolo di concertazione tra gli enti interessati allo sviluppo del settore. L'incontro, che si è tenuto nella sede della Presidenza della Regione, ha avuto come ospite Pietro Capogreco, segretario generale dell'Autorità portuale di Napoli.
Per Ostillio, dall'esperienza positiva del capoluogo partenopeo, il sistema portuale pugliese «può raccogliere "input" importanti,
tali da consentirgli di invertire la rotta e lavorare al rafforzamento di un settore ritenuto strategico per incrementare i flussi turistici
"incoming". Grazie al turismo, negli ultimi sei anni, il porto di
Napoli - ha detto - ha incrementato del 146% i suoi traffici, passando da 300 mila a un milione di crocieristi».
Anche nel 2006 il traffico delle crociere ha toccato punte di eccellenza: i passeggeri sono stati 1 milione rispetto agli 830.208 del 2005, con un incremento del 20,5%.
«Ciò dimostra - ha detto Capogreco - che il Porto di Napoli, a prescindere dal trend di crescita dimostrato dall'intero mercato crocieristico mondiale, è diventato per i "cruise operator" internazionali un punto di riferimento. Tale crescita esponenziale -
ha aggiunto - è attribuibile non solo alle posizione geografica ma
anche all'impegno dimostrato dall'Autorità portuale teso a potenziare e migliorare i servizi ai passeggeri e, in generale, l'intera offerta rivolta a questa particolare utenza».
L'eccezionalità del risultato è stata sottolineata anche dal presidente della Camera di Commercio di Brindisi, Giovanni Brigante. «L'esperienza di Napoli è fattibile ma
dobbiamo cambiare registro», ha sottolineato con rimpianto. Nei primi anni Novanta, «il porto di Brindisi, che è tre volte più grande di
quello partenopeo - ha ricordato - sulle brevi distanze sviluppava un
traffico pari a un milione, un milione e mezzo di passeggeri».
Oggi la situazione è diversa. «È disastrosa», ha rimarcato
Brigante. Tra le idee operative individuate dall'assessore spicca
quella di istituire un coordinamento istituzionale tra Regione, Enti
pubblici territoriali, imprese e società di gestione. Così come è
stato per Napoli la vera svolta per la Puglia è rappresentata non
solo da una pianificazione strategica del sistema porto ma, come ha
precisato l'assessore regionale «dalla capacità di offrire servizi
di accoglienza efficienti e di qualità attraverso l'offerta di
iniziative speciali, adeguate alle esigenze operative delle navi e
legate alle molteplici tipicità del territorio».
Ostillio punta su un lavoro di squadra. La proposta lanciata dall'assessore di istituire una cabina di regia istituzionale con tutti i soggetti intermedi ha raccolto il consenso delle autorità presenti all'incontro, tra cui Francesco Mariani, segretario generale dell'Autorità portuale di Bari, e Manlio Guadagnolo, amministratore delegato della Bari porto Mediterraneo, Società di gestione del terminal croceristico.
«Il nostro obiettivo - ha concluso l'assessore - è creare una interconnessione con il turismo nautico e da diporto. Oggi all'attenzione ci sono i porti di Bari e Brindisi, ma non è da escludere che il progetto possa interessare tutta la regione».

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