Martedì 19 Febbraio 2019 | 10:46

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Il Via per la centrale del gruppo Marcegaglia a Cerignola

La richiesta è stata formalizzata dopo l'incontro tecnico, convocato proprio per fare il punto sulla realizzazione dell'impianto che dovrebbe bruciare combustibile da rifiuti e scarti delle produzioni agricole
FOGGIA - La Regione Puglia è orientata ad accogliere la richiesta, avanzata dal Comune di Cerignola, di assoggettare alle procedure per la Valutazione di impatto ambientale il progetto di costruzione della centrale alimentata a biomasse che il gruppo Marcegaglia intende realizzare al confine tra i territori di Manfredonia e Cerignola stessa. Tale richiesta è stata formalizzata dopo l'incontro tecnico, svoltosi il 9 gennaio a Bari presso la sede del Commissariato per l'emergenza rifiuti, convocato proprio per fare il punto sulla realizzazione dell'impianto che dovrebbe bruciare combustibile da rifiuti e scarti delle produzioni agricole. Due le novità di rilievo emerse durante la riunione: l'estensione della superficie occupata dalla centrale e la condanna dell'Italia per infrazione alle norme europee in materia di incenerimento dei rifiuti. Nel primo caso, il Commissariato per l'emergenza rifiuti ha convocato gli enti locali e le autorità di bacino interessate per comunicare la richiesta, avanzata dalla ETA SpA, di ulteriori 22.000 metri quadrati di terreno. Superficie necessaria alla realizzazione dell'impianto di stoccaggio e affinamento del Cdr da utilizzare per produrre energia. Tale ampliamento renderebbe, a tutti gli effetti, la centrale di Mezzanone-Tressanti uguale a quella già in funzione a Massafra, di proprietà della stessa società. Proprio a causa di questo impianto, però, l'Italia è stata di recente condannata dalla Corte di Giustizia Europea, poiché a suo tempo non furono esperite tutte le procedure necessarie alla valutazione di impatto ambientale.
«Se ciò vale per il passato a maggior ragione deve valere per il futuro - commenta il sindaco, Matteo Valentino - Per tale ragione ho inviato una nota alla Regione Puglia, al Commissariato per l'emergenza rifiuti, al Responsabile unico del Contratto d'area e, per conoscenza, ai ministri Bersani e De Castro per sollecitare l'ulteriore sospensione dei lavori. Con la stessa lettera - aggiunge Valentino - chiedo l'attivazione delle procedure per la valutazione di impatto ambientale della centrale, anche per evitare ulteriori condanne dello Stato italiano da parte dell'Unione europea. Attendo una risposta formale dagli interlocutori; ma, seppure informalmente, dal Commissariato per l'emergenza rifiuti hanno lasciato intendere che il caso Massafra impone l'adozione di questo percorso. Se così fosse - conclude Matteo Valentino - la battaglia portata avanti a Cerignola sarà servita, quantomeno, a ristabilire la necessaria correttezza di rapporti tra l'azienda, il territorio interessato all'insediamento e le sue rappresentanze istituzionali».

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