Mercoledì 16 Gennaio 2019 | 07:12

Il Nord della Puglia è a secco ma i piccoli comuni fermano la diga

Con l'invaso di Piano dei Limiti, secondo il Consorzio di Bonifica della Capitanata, si eliminerebbe qualsiasi emergenza idrica nella provincia di Foggia. Inoltre, la sua costruzione è stata già approvata e finanziata. I cantieri però non si aprono anche per la ferma opposizione dei comuni pugliesi (Carlantino, Casalnuovo Monterotaro e Celenza Valfortore) e molisani (Colletorto e San Giuliano di Puglia) in cui sorgerà
FOGGIA - Dopo l'allarme-acqua lanciato nei giorni scorsi, si riaccende la discussione sulla diga di Piano dei Limiti, invaso che, secondo il Consorzio di Bonifica della Capitanata, eliminerebbe qualsiasi emergenza idrica nella provincia di Foggia. La diga, già approvata e finanziata, non ha visto ancora aprire i cantieri anche per l'opposizione dei comuni interessati dalla costruzione della nuova struttura. Ma, proprio i sindaci di questi centri ci tengono a sottolineare che, nonostante la loro posizione a riguardo, non sono insensibili al problema siccità o allo sviluppo legato alla risorsa acqua. Carlantino, insieme a Casalnuovo Monterotaro e a Celenza Valfortore, è uno dei cinque comuni nei cui territori verrà realizzato l'invaso. Gli altri due sono molisani, Colletorto e San Giuliano di Puglia. «Ancora una volta - ha dichiarato Vito Guerrera, primo cittadino del comune carlantinese - ribadiamo che non siamo contrari per principio alla costruzione della seconda diga ma non possiamo essere considerati nuovamente solo un bacino di raccolta dell'acqua. Già la prima diga, quella di Occhito - ha proseguito il sindaco - ha causato l'impoverimento dell'economia dei comuni a causa delle vastissime aree di terreni occupati dall'invaso che ha determinato la sottrazione all'agricoltura delle zone più fertili con conseguente aumento della disoccupazione e dell'emigrazione oltre che alla mutazione del microclima, da secco ad umido, con danno alla salute della gente. Il nuovo invaso - ha concluso Guerrera - accentuerà i gravi disagi provocati dalla prima diga».
Secondo l'amministrazione carlantinese, anche per Piano dei Limiti, si stanno deludendo le aspettative dei comuni. In settimana a Bari è in programma un incontro sulla diga e i cinque sindaci non sarebbero stati invitati. Non solo, i tre comuni pugliesi, al fine di compensare gli squilibri già causati e di non ripetere gli errori del passato, hanno proposto all'ente Provincia una serie di interventi di tipo economico e sociale finalizzati al recupero della marginalità del territorio, allo sviluppo dello stesso e al recupero delle forze lavorative disperse a causa delle opere intraprese ed ulteriormente in pericolo di dispersione per quelle programmate. A queste richieste non c'è stata alcuna risposta. A sostenere la lotta, dura ma civile, dei comuni è sceso in campo anche il Coordinamento nazionale piccoli comuni italiani. «La nostra azione con i piccoli comuni - ha dichiarato il portavoce del coordinamento, Virgilio Caivano - mira a fare in modo che il Paese abbandoni le politiche spregiudicate ed i comportamenti abusivi di un potere unicamente rivolto a soddisfare al massimo interessi personali di arricchimento ed imbocchi la strada della promozione di una società mirante alla garanzia dei principi di uguaglianza nei diritti e di giustizia sociale».

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