Sabato 19 Gennaio 2019 | 22:11

Cassazione assolve Cc accusati da ex-pentito

Il magg. Eugenio Giordano (ex comandante del nucleo radiomobile brindisino) e il vicebrig. Matteo Genco erano stati condannati per peculato e falso ideologico per una vicenda di contrabbando
BRINDISI - La quinta sezione penale della Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio, "perchè il fatto non costituisce reato", la sentenza di condanna a otto mesi di reclusione nei confronti del maggiore dei carabinieri Eugenio Giordano ex comandante del nucleo operativo e radiomobile di Brindisi e del vicebrigadiere Matteo Genco in forza allo stesso comando dei carabinieri. I due militari erano stati condannati dal tribunale di Brindisi nel 2003 e dalla corte d'appello di Lecce l'anno successivo per i reati di peculato e falso ideologico, in relazione a una vicenda di contrabbando di sigarette.
La vicenda ebbe inizio sette anni fa quando un ex collaboratore di giustizia, Franco Trane, in una lettera alla magistratura accusò l'ufficiale e il sottufficiale di un episodio legato al contrabbando di sigarette avvenuto nel 1996, nel quale era coinvolto suo fratello, Quintino Trane. Per questo episodio i due carabinieri furono condannati a otto mesi di reclusione. Ai due militari, tra l'altro, furono chiesti risarcimenti per centinaia di migliaia di euro per danni erariali e di immagine e venne loro decurtato lo stipendio al minimo.
La sentenza della Cassazione - emessa il 4 dicembre scorso - è stata resa nota oggi dai difensori dei due carabinieri, gli avvocati Gianvito Lillo, Amilcare Tana e Roberto Francioso.

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