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Torre Calderina, primo «sì» per farne riserva marina
di LUCA DE CEGLIA

BISCEGLIE - Il ministero dell’Ambiente, nella procedura per l’istituzione di quattro nuove aree marine protette, ha dato l’avvio (ma senza previsione di finanziamenti) all’iter istitutivo di una «riserva» marina che riguarda l’area di Torre Calderina, che sorge in prevalenza nel territorio di Molfetta e comprende la fascia costiera confinante di Bisceglie. L’idea fu lanciata a maggio 2013 dall’attuale consigliere comunale del Pd, Angelantonio Angarano, all’ex ministro dell’Ambiente, Orlando, in visita a Bisceglie insieme all’on. Francesco Boccia. Proposta poi recepita e presentata dal Wwf regionale, che col gruppo locale negli anni scorsi guidato da Mauro Sasso promosse una petizione popolare con 2.500 firme per l’istituzione di un’oasi naturale a Ripalta e Cala Pantano, purtroppo poi respinta dal Consiglio comunale. Ora si torna a focalizzare l’attenzione su questa zona marina e paesaggistica che merita di essere salvaguardata.

Infatti il sito in questione è di straordinario interesse naturalistico e luogo preferenziale per l’avifauna in transito per le rotte migratorie, con la presenza della zona umida di Cala Pantano, ed ha come emblema la torre costiera cinquecentesca «Calderina». Più di un anno fa si è costituito un Comitato di protezione, salvaguardia e sviluppo dell’Oasi.
«La soddisfazione è piena, però non bisogna abbassare la guardia – dice il suo portavoce Nicola Pertuso, a nome del Comitato - diciamo no all’antropizzazione dell’area, sì ad un turismo sostenibile,ma purtroppo in questa zona scaricano le acque reflue quattro impianti di depurazione comunali». Tale questione di inquinamento è stata sollevata anche dal Movimento Cinque Stelle di Bisceglie con un esposto alla magistratura. «Ci sono dei segnali incoraggianti, i depuratori infatti sono stati presi in carico dall’Acquedotto Pugliese – aggiunge Pertuso - tanto è stato fatto, ma tanto c’è ancora da fare per salvaguardare la ricchezza del nostro territorio, anche per le generazioni future. Noi da parte nostra, abbiamo coinvolto Legambiente, Wwf e altre associazioni ambientaliste, l’attenzione deve restare alta, servono maggiori fondi e aiuti dal Governo».

Infatti è stato avviato l’iter ma nonostante l’implementazione del numero delle aree marine protette da 27 a 31, i fondi destinati alle preesistenti aree ha già subito nel 2014 un taglio lineare deciso dal ministero dell’Economia e delle Finanze. L’istituzione di queste nuove aree marine protette è stata prevista dalla legge di stabilità 2014, che non ha però definito nessun corrispondente aumento dei finanziamenti per la gestione ordinaria delle 4 aree protette marine e delle 27 istituite, già in gravi difficoltà per la sistematica riduzione delle risorse.

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