Mercoledì 16 Gennaio 2019 | 21:18

«Un confronto pubblico per il Petruzzelli»

E' quanto chiede Francesco Garibaldi che ha avviato un presidio permanente di protesta e informazione nei locali del teatro barese contro il provvedimento di esproprio del Governo
BARI - Prima notte all'interno dei locali al primo piano del Teatro Petruzzelli per Francesco Garibaldi che da ieri mattina ha avviato un presidio permanente di protesta e informazione contro il provvedimento del Governo, inserito nella Legge Finanziaria, che prevede l'esproprio del teatro ai danni della famiglia Messeni Nemagna.
"Mi ha fatto molto piacere ricevere numerosi attestati di stima per quello che sto facendo - afferma in una dichiarazione Francesco Garibaldi - perchè molti cittadini cominciano a rendersi conto che un'azione forte come questa era necessaria per dire a chiare lettere che lo Stato italiano sta compiendo un'ingiustizia violando la Costituzione. Ho letto le dichiarazioni "politiche" riguardo la protesta che ho avviato e trovo indecente che qualcuno possa affermare che la famiglia Messeni Nemagna dovrebbe avere un atteggiamento più ossequioso verso le Leggi dello Stato. Evidentemente chi fa queste affermazioni ha un concetto della democrazia piuttosto coercitivo e ciò che dice non merita alcun commento".
"Meritano invece un approfondimento i commenti del sindaco Emiliano e i silenzi del presidente della Provincia Divella e del presidente della Regione Vendola. Il Sindaco non ha saputo fare di meglio che affermare che si tratta solo di un problema di ordine pubblico, tra l'altro smentito dal Questore dr. Gratteri. Poi ha detto testualmente 'che non ci sono vie d'uscita rispetto all'esproprio del teatro, noi andiamo avanti per la nostra stradà".
"Trovo inconcepibile - afferma Garibaldi - che un uomo di legge come lui non abbia il coraggio di dire che questo esproprio è un attentato alla democrazia del nostro Paese. Mi chiedo di cosa il sindaco abbia paura rispetto alla verità dei fatti così come mi domando cosa spaventi il presidente Divella e il presidente Vendola tanto da farli tacere rispetto alla situazione. Forse proprio la consapevolezza che si tratta di una gigantesca violazione dei diritti? Che l'esproprio del teatro sia regolare non lo devono dire solo a me e a tutta la famiglia Messeni Nemagna ma anche ai cittadini che sono stati presi in giro proprio dal Comune, dalla Provincia e dalla Regione, le istituzioni che avrebbero dovuto riaprire il teatro entro lo scorso 21 novembre come stabilito nel contratto sottoscritto 4 anni fa e che invece sono venute meno".
Emiliano, Divella e Vendola vengano qui dove per rispetto della mia dignità e della mia libertà ho deciso di vivere lontano dalla mia famiglia ma coerente con me stesso. Anzi abbiano il coraggio, finalmente, di provare a dimostrare che noi abbiamo torto e che l'esproprio del teatro è legittimo in un incontro pubblico aperto ai cittadini, qui o all'interno del Teatro, un incontro cui potrebbero partecipare anche i firmatari materiali del protocollo del 2002 oltre al sen.Buttiglione e al sen.Caforio primi firmatari degli emendamenti contro l'esproprio al ministro Di Pietro i cui esponenti parlamentari per primi si sono opposti al provvedimento. La famiglia Messeni Nemagna non ha paura di confrontarsi e mettersi in gioco, e lo stiamo dimostrando, perchè siamo convinti di combattere una battaglia legittima".

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