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Ilva, Gnudi a Taranto «Sbloccheremo i fondi»

di DOMENICO PALMIOTTI
TARANTO - Il nuovo commissario dell’Ilva, Piero Gnudi, sarà domani a Taranto. Nello stabilimento siderurgico incontrerà la dirigenza. Sarà la prima presa di contatto con la realtà industriale più grande della società che il Governo gli ha affidato lo scorso 6 giugno quando ha deciso di non rinnovare, dopo un anno, il mandato di commissario a Enrico Bondi
Ilva, Gnudi a Taranto «Sbloccheremo i fondi»
di DOMENICO PALMIOTTI

TARANTO - Il nuovo commissario dell’Ilva, Piero Gnudi, sarà domani a Taranto. Nello stabilimento siderurgico incontrerà la dirigenza. Sarà la prima presa di contatto con la realtà industriale più grande della società che il Governo gli ha affidato lo scorso 6 giugno quando ha deciso di non rinnovare, dopo un anno, il mandato di commissario a Enrico Bondi, che il Governo Letta aveva nominato il 4 giugno del 2013. In questa prima visita Gnudi non incontrerà le autorità locali, cosa che si riserva di fare successivamente. «Un bilancio di questi primi sette giorni da commissario dell’Ilva? Il lavoro è sicuramente difficile, complicato - dichiara Gnudi alla “Gazzetta” -, ma ci sono i margini per risalire ed arrivare alla ripresa dell’azienda». «È ancora presto per parlare - afferma Gnudi -. Dobbiamo anzitutto pensare ai risultati».

La crisi di liquidità dell’Ilva rimane il problema numero uno per il commissario. Gli stipendi di maggio sono stati pagati ai dipendenti alla scadenza regolare (12 giugno), tuttavia restano da sciogliere diversi altri nodi, a partire dai crediti delle imprese appaltatrici e dell’indotto e dalle risorse che servono per il risanamento ambientale del siderurgico (i costi dell’Aia sono stimati in 1,8 miliardi di euro). Per l’Ilva superare la crisi di liquidità significa anzitutto cercare di ottenere dalle banche un prestito o un finanziamento ponte, cosa che a Bondi non è riuscita, eppoi costruire il nuovo assetto proprietario della società. Sinora si sono fatti avanti, dichiarando interesse, il gruppo franco indiano Arcelor-Mittal e gli italiani Marcegaglia e Arvedi, ma da qui ad arrivare ad una riconfigurazione della proprietà dell’azienda, con l’ingresso di nuovi soci e il ridimensionamento del peso dei Riva, ce ne corre. Nel senso che occorrerà del tempo attualmente non stimabile.

In quanto al prestito o finanziamento ponte, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, incontrando giorni fa a Palazzo Chigi il sindaco di Taranto, Ezio Stefàno, insieme al deputato tarantino del Pd, Michele Pelillo, e al presidente del Pd pugliese, Michele Emiliano, ha detto che Gnudi ha il «profilo giusto» per il confronto con le banche. E che il suo arrivo alla guida dell’Ilva ha già in parte modificato il comportamento delle stesse banche che invece si erano chiuse a riccio con Bondi. Schiarita in vista dunque? «Il finanziamento dalle banche non è che si ottiene in pochi giorni. Si sta lavorando per sbloccare la situazione» dice Gnudi alla «Gazzetta», il cui arrivo a Taranto coincide peraltro con una settimana delicata. Il 19 giugno, infatti, c’è la prima udienza preliminare del processo per l’inchiesta «Ambiente Svenduto», quella che a luglio 2012 causò arresti e sequestro di impianti del siderurgico. «Sono vicende che vanno tenute ben distinte e separate dal commissariamento - afferma Gnudi -. Io mi devo occupare dei problemi dell’Ilva e voglio farlo in uno spirito costruttivo e di massima collaborazione».

E resta in bilico il ruolo del sub commissario Edo Ronchi: resta nell’incarico o lascia? Ci sono segnali che fanno propendere più per l’ultima ipotesi. Ronchi ha infatti convocato il 19 giugno a Roma una conferenza stampa conclusiva, ha smantellato l’ufficio che aveva al ministero dell’Ambiente e avrebbe anche fissato una cena di commiato col suo staff.

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