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Giornalista pugliese dirige Donna Moderna

di MICHELE PIZZILLO
CASAMASSIMA - A 17 anni ha un giornale tutto suo, «Il Bando», che diffonde fra i compagni di liceo. E 17 anni dopo è chiamata a dirigere il più diffuso settimanale italiano dedicato al pubblico femminile, il mondadoriano «Donna Moderna». In sintesi, l’inizio e il presente di Annalisa Monfreda (Nella foto)
Giornalista pugliese dirige Donna Moderna
di Michele Pizzillo

CASAMASSIMA - A 17 anni ha un giornale tutto suo, «Il Bando», che diffonde fra i compagni di liceo. E 17 anni dopo è chiamata a dirigere il più diffuso settimanale italiano dedicato al pubblico femminile, il mondadoriano «Donna Moderna». In sintesi, l’inizio e il presente di Annalisa Monfreda , nata a Casamassima 35 anni fa e arrivata a Milano nel 2002, dopo la laurea in lettere conseguita a Bari, con la determinazione di fare la giornalista.

C’è riuscita. E, con grande successo. Incassando anche qualche delusione come lo stage gratuito al «Corriere della Sera» concluso dopo tre mesi con un addio e «non ricordo se c’era anche il grazie di prassi», racconta Annalisa nella chiacchierata che facciamo in uno dei locali milanesi attrezzati per incontri culturali, in attesa della presentazione della prima web-fiction trasmessa dal sito di «Donna Moderna», «Il saloon di Adele».

Nei 17 anni intercorsi tra la fondazione de «Il Bando» e la nomina alla guida di «Donna Moderna», la giovane giornalista pugliese si è sposata, ha messo al mondo due figlie, Sara e Martina, di 6 e 3 anni, «che a giugno ci obbligano a tornare a Casamassima per aiutare il nonno che da pensionato, si è messo a coltivare le famose ciliegie ferrovia – dice Annalisa - Per loro è una festa raccogliere le ciliegie direttamente dall’albero».

Dal punto di vista professionale, dopo «Il Bando» e la collaborazione all’edizione barese del «Corriere del Mezzogiorno» con articoli di spettacoli, la delusione-stage a Milano, i piccoli contratti di collaborazione a varie testate «che – dice - potevo mettere insieme solo restando a Milano, compreso due settimanali che poi ho diretto». E poi i continui viaggi in Africa che le permetteranno di avere il primo lavoro da giornalista a tempo pieno, a «Geo», e proprio come africanista.

A 27 anni Annalisa Monfreda è chiamata alla direzione di Top Girl: una ragazzina, si può dire così? «Certo - è la risposta del direttore di un settimanale che diffonde più di 300mila copie alla settimana -. L’editore, però, non mi diede della ragazzina: mi disse solo che per un giornale destinato ai ragazzini, ci voleva una giornalista giovane per rilanciarlo».

A missione compiuta, alla nostra è affidato il compito di bloccare il declino di «Geo». A trent’anni d’età una nuova opportunità: la direzione di un giornale destinato a donne particolarmente colte e glamour, «Cosmopolitan».

Il fervore giovanile assicurato da Annalisa Monfreda rivitalizza la patinata rivista femminile, che la Nostra lascia quando subentra, a febbraio dell’anno scorso, alla direzione di «Donna Moderna».

Si trattiene, Annalisa, nel raccontarci i salti di gioia che immaginiamo abbia fatto davanti alla proposta di Mondadori, «anche se l’impegno non era dei più semplici – ammette con il candore che caratterizza le persone professionalmente affermate e che nella loro grandezza restano comunque umili e disponibili con tutti - C’era il problema del ricambio generazionale, riorganizzare e ringiovanire il giornale, mantenere i lettori e conquistarne altri».

Com’è andata?

«Penso bene, visto che Donna Moderna fa scoprire nuovi mondi, riesce a stupire la donna, è ritenuto anche giornale di servizio. E, personalmente, ci tengo a sottolineare che non dimentico mai la terra d’origine, dando spazio alla Puglia che viene vista come terreno fertile per l’innovazione».

Un consiglio a chi vorrebbe fare il giornalista? Risposta «Non chiedere di voler scrivere, ma proporre idee e cosa scrivere».

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