Mercoledì 23 Gennaio 2019 | 12:34

Scacco a clan del Nord-barese

I fatti contestati fanno riferimento al periodo compreso tra il 2000 ad oggi, e riguardano la guerra in corso da tempo tra il clan storico Pastore e l'emergente Pistillo-Pesce
BARI - Un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di una settantina di presunti esponenti della criminalità organizzata del nord barese viene eseguita da carabinieri e polizia in una vasta operazione coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari alla quale partecipano circa 700 uomini.
I reati contestati nel provvedimento restrittivo, emesso dal gip del Tribunale di Bari Jolanda Carrieri, sono di associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti e porto e detenzione illegale di armi da fuoco.
Con l'operazione, coordinata dal pm inquirente Gianrico Carofiglio, gli investigatori del comando provinciale di Bari dell'Arma dei carabinieri e i poliziotti della questura ritengono di aver smantellato il clan mafioso Pastore-Pistillo, egemone ad Andria, e di aver inferto un duro colpo ad altri sodalizi mafiosi attivi nel nord barese.

Sono contestati anche l'attentato compiuto negli anni scorsi contro il commissariato di polizia di Andria, davanti al quale fu fatta esplodere una bomba a mano, e la preparazione di un attentato con un'autobomba ai danni della compagnia carabinieri di Andria nelle 1.020 pagine del provvedimento cautelare emesso nei confronti di 77 presunti appartenenti alla mafia del nord barese, quasi tutti ritenuti affiliati ai clan Pastore e Pistillo, in lotta tra loro per il controllo delle attività illecite ad Andria. L'attentato alla caserma dei carabinieri fu sventato secondo le forze di polizia grazie al ritrovamento di circa 350 chilogrammi di esplosivo con il quale doveva essere imbottita l'autobomba.
Gli arresti eseguiti all'alba da agenti della squadra mobile e da carabinieri del comando provinciale di Bari hanno riguardato, oltre alla città di Andria, i vicini Comuni di Barletta, Canosa, Trani e Corato. I fatti contestati fanno riferimento al periodo compreso tra il 2000 ad oggi, e riguardano la guerra in corso da tempo tra il clan storico Pastore e l'emergente Pistillo-Pesce. Quest'ultima organizzazione è in continua ascesa dal 1999, quando fu ucciso con colpi di kalashnikov il presunto capo-clan Agostino Pastore. Da allora furono compiuti una serie di agguati per vendicare la morte del presunto boss.
Tra le persone arrestate nell'operazione, oltre ad alcuni capi-clan, vi sono due presunti trafficanti internazionali di sostanze stupefacenti dell'est europeo, colpiti da mandato di cattura internazionale. Nel corso delle indagini, coordinate dai pm inquirenti Gianrico Carofiglio e Giuseppe Maralfa, sono stati sequestrati circa 15 chilogrammi di cocaina, armi e munizioni.

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