Venerdì 18 Gennaio 2019 | 22:38

L'esproprio del Petruzzelli «è irreversibile»

Lo ha detto il vicepresidente del Consiglio e ministro dei Beni culturali, Francesco Rutelli, che a Bari ha avuto un incontro in prefettura interamente dedicato al teatro semidistrutto in un incendio il 27 ottobre del 1991. I proprietari del teatro: Rutelli arrogante, non ci ha parlato
BARI - «La decisione di espropriare il teatro Petruzzelli è irreversibile, si tratta di una svolta che risolve definitivamente con la legge una questione che la città attende da troppo tempo», ora «si andrà avanti con la gara d'appalto dei lavori di completamento del teatro che verranno conclusi entro il 2010, ma forse anche prima». Lo ha detto il vicepresidente del consiglio e ministro dei beni culturali, Francesco Rutelli, che oggi a Bari ha avuto un incontro in prefettura interamente dedicato al teatro semidistrutto in un incendio il 27 ottobre del 1991 e per il quale il governo ha varato a fine ottobre un decreto legge per l'esproprio e l'acquisizione al patrimonio del Comune.
All'incontro in prefettura hanno partecipato, oltre al prefetto, Carlo Schilardi, incaricato di stabilire l'entità dell'indennizzo da riconoscere alla famiglia proprietaria, anche il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, il sindaco, Michele Emiliano, il presidente della Provincia, Vincenzo Divella, il direttore generale del dipartimento dello spettacolo dal vivo del ministero, Salvo Nastasi, e il direttore regionale dei beni culturali, Ruggero Martines.
Incontrando i giornalisti a conclusione dell'incontro, Rutelli ha assicurato che non c'è «alcun atteggiamento ostile nei confronti della famiglia» Messeni Nemagna proprietaria del teatro (che però si oppone all'esproprio), ma ha ribadito che lo Stato è «assolutamente determinato» a procedere su questa strada. L'esproprio «rappresenta un gesto risolutivo, è un processo che vogliamo concludere - ha detto - senza che vi sia una ultima pagina di un conflitto».
Rutelli ha quindi detto di avere affidato al prefetto e al sindaco il compito di trovare una intesa con la famiglia». «La legge supera qualsiasi tipo di accordo» ha detto, riferendosi ad un precedente protocollo d'intesa firmato nel 2002 tra enti pubblici e famiglia, «ma non vogliamo esercitare la forza dello Stato in modo confliggente».

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