Lunedì 18 Febbraio 2019 | 02:51

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Caso Giusy Potenza - Lettera del nonno

In una lettera Matteo Rignanese invita il pescatore Giovanni Potenza - reo confesso e condannato a 30 anni - a «raccontare tutta la verità», in quanto sospetta che gli assassini della ragazza a Manfredonia siano stati altri
Manfredonia - Giusy Potenza FOGGIA - «Racconta tutta la verità e ti perdonerò». È il testo della lettera che Matteo Rignanese, il nonno di Giusy la quindicenne uccisa a Manfredonia il 12 novembre del 2004, invierà nei prossimi giorni all'assassino Giovanni Potenza. Per l'anziano, il pescatore reo confesso, condannato a 30 anni di reclusione, non sarebbe l'omicida della minorenne.
Secondo quanto scrive nella lettera, la sera dell'omicidio l'uomo ebbe una relazione con la nipote «per - scrive Rignanese - sfogare i tuoi sporchi desideri», ma poi sarebbe stata uccisa da altre persone che lo avrebbero costretto a prendersi tutta la responsabilità. Potenza, secondo il racconto che lui stesso ha sempre sostenuto con gli inquirenti, avrebbe ucciso la minorenne - con cui aveva una relazione - perché la ragazzina minacciava di rendere nota la loro unione se lui non avesse lasciato la famiglia per lei. Tu sei vittima e non colpevole: scrive il nonno di Giusy all'assassino.
Nelle motivazioni della sentenza con cui il Tribunale di Foggia ha condannato a 30 anni di reclusione il pescatore, si legge che, non è escluso che la sera dell'omicidio Potenza fosse in compagnia di altre persone. Innocente, dunque, per il nonno per la morte della nipote ma non per la morte della figlia, la madre di Giusy: Grazia Rignanese che, incinta al settimo mese, per il grande dolore dovuto alla morte della figlia Giusy si impiccò nella veranda della sua abitazione.
«Racconta tutta la verità- conclude il nonno di Giusy - e io ti perdonerò pubblicamente».

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