Mercoledì 16 Gennaio 2019 | 02:17

Puglia - Via libera ad opere ambientali

In tutto si aprono 18 cantieri per interventi di prevenzione da rischio idrogeologico. Questi interventi fanno parte del Piano nazionale per la prevenzione da frane e dissesti
BARI - La Puglia ottiene il via libera a diciotto cantieri per interventi di prevenzione da rischio idrogeologico. Nel giorno delle commemorazioni per l'alluvione dell'Arno - è detto in un comunicato del ministero dell'Ambiente - il ministro, Alfonso Pecoraro Scanio, ha infatti firmato il decreto del Piano strategico nazionale per la mitigazione del rischio idrogeologico del 2006.
Sono stati definiti gli stanziamenti per interventi nei comuni di San Marco in Lamis, Ascoli Satriano, Celle di San Vito, Faeto, Isole Tremiti, Roseto Valfortore, Volturara Appula, Volturino, Alberona, Biccari, Bovino, Casalnuovo Monterotaro, Castelluccio Valmaggiore, Delicato, Panni, Rocchetta Sant'Antonio, Sant'Agata di Puglia, San Marco La Catola. Questi interventi fanno parte del Piano che a livello nazionale consente il via libera a cantieri per la prevenzione da frane e dissesto. Si tratta di interventi in venti regioni per un impegno complessivo di 220 milioni di euro.

«Diamo oggi il via libera a oltre 300 cantieri - ha dichiarato il ministro - per intervenire su ambiti territoriali assai delicati. Tutti gli interventi, ed è una novità, sono infatti individuati nelle aree a rischio 3 e rischio 4, cioè le più elevate. In passato oltre 110 interventi erano in aree addirittura non a rischio».
E c'è un altro aspetto - ha aggiunto - assai importante e nuovo in questo decreto. Dopo cinque anni, infatti, abbiamo definito d'intesa con le Regioni le opere da finanziare. Il coinvolgimento delle Regioni significa infatti approccio strategico e attenzione alla programmazione che sono elementi fondamentali di garanzia».
«Le domande pervenute al ministero - ha detto ancora Pecoraro - erano tantissime. Questi sono i primi 311 cantieri che potranno essere aperti. E' evidente però che molti altri seguiranno, data l'importanza che hanno le opere per la messa in sicurezza del territorio. La difesa del suolo è l'opera pubblica più importante, dal momento che è necessaria per non dover piangere i morti dopo gli eventi. Fare prevenzione significa proteggere il territorio, le città e le attività produttive».

I fondi in Finanziaria - è detto nel comunicato - sono aumentati: 200 milioni di euro per il 2007, 265 milioni per il 2008 e 265 milioni per il 2009. A questi vanno aggiunti 150 milioni per il 2007 provenienti dai fondi che erano stati destinati al Ponte sullo Stretto. Un totale quindi di 880 milioni per i prossimi tre anni.
La finanziaria 2006 del centrodestra - prosegue il ministero - aveva assegnato ai capitoli per la difesa del suolo 150 milioni nel 2006, ma 0 (zero) per il 2007 e 0 (zero) per il 2008». «Ma è evidente - ha concluso Pecoraro - che non sono sufficienti per realizzare le opere di cui l'Italia ha bisogno. Per questo mi auguro che la commemorazione di Firenze possa essere l'occasione per aprire uno spazio di discussione durante il dibattito parlamentare sulla Finanziaria e magari per poter ottenere altri soldi per un problema che interessa molti comuni in tutta Italia».
Secondo i dati del ministero, infatti, l'Italia ha il 9,8% (29.517 kmq) del proprio territorio ad alta criticità. Nel dettaglio 12.263 kmq (4,1%) del territorio nazionale è a rischio alluvioni, 15.738 kmq (5,2%) a rischio frane e 1.516 kmq (0,5%) a rischio valanghe.

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