Venerdì 24 Maggio 2019 | 03:17

Il Biancorosso

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Bellinazzo.: "Il Bari in serie A un affareVarrebbe tra i 70 e gli 80 milioni di euro"

Bellinazzo: «Bari in serie A un affare tra i 70 e gli 80 mln di euro»

 

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Falsi permessi di soggiorno dal Salento

La Polizia ha scoperto un'organizzazione di sei persone che li smerciava. Chiesti circa 3.000 euro per un certificato falso • Sbarco di clandestini a Santa Maria di Leuca
LECCE - Un'organizzazione in grado di fornire a extracomunitari permessi di soggiorno, talvolta anche rinnovi ovviamente falsi, è stata scoperta nel Salento dalla polizia, che ha arrestato sei persone: cinque leccesi e un senegalese residente a Schio (Vicenza). Gli arrestati sono tutti accusati di associazione per delinquere finalizzata all'immigrazione clandestina, alla permanenza di clandestini nel territorio italiano e allo sfruttamento dell'immigrazione clandestina.
I permessi venivano forniti per la maggior parte a senegalesi, ma anche ad africani di altre nazionalità e a sudamericani. Le indagini sono state condotte dalla squadra mobile della questura di Lecce e dagli agenti di polizia giudiziaria presso la procura. E' stato tra l'altro accertato che, per istruire una pratica che avrebbe consentito ad un clandestino di procurarsi un falso permesso di soggiorno, erano chiesti compensi per importi che si aggiravano tra i 2.500 e 3.000 euro, per il rilascio di un singolo documento (ovviamente falso) di 300-400 euro.

Gli arresti sono stati compiuti in esecuzione di un provvedimento di custodia cautelare, emesso dal gip presso il Tribunale di Lecce Ercole Aprile su richiesta del pm Patrizia Ciccarese.
Gli arrestati sono Luca Centonze, di 29 anni, Antonio Marzo, di 47, e la sua convivente Mariangela Sergio, di 35, Antonio Caserta di 40, tutti rinchiusi nel carcere di Lecce, Antonello Pizzino di 66 anni e Nar Sene, senegalese di 37 anni, ai quali è stato concesso il beneficio dei domiciliari. Un'altra persona, pure di Lecce, è stata denunciata in stato di libertà.
L'organizzazione è stata scoperta in conseguenza dei controlli fatti ad una extracomunitaria, che giunta a Lecce, si era stabilita nel centro storico per prostituirsi.

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