Giovedì 17 Gennaio 2019 | 07:53

«Per battere il lavoro nero servono gli sforzi di tutti»

A sottolineare la necessità di un coordinamento tra leggi nazionali e locali, il ministro del Lavoro Cesare Damiano, oggi a Bari per la 56ª giornata nazionale per le vittime di infortuni sul lavoro organizzata dall'Anmil. Poi contesta le imprese: «Secondo me è sbagliata la valutazione fatta sul Tfr dalle imprese che dicono: ci date in termini di sconto fiscale circa 6 miliardi che poi riprendete recuperando il Tfr»
ministro del lavoro Cesare Damiano BARI - L'emergenza lavoro nero «è una piaga che stiamo combattendo con tutte le nostre forze. Le leggi ci sono e ne stiamo facendo altre, sarà una svolta importante, ma non bastano le leggi nazionali, bisogna che il territorio sia capace di fare un' operazione di coordinamento, di intelligence tra istituzioni locali, forze dell'ordine e organizzazioni sindacali e di impresa». Lo ha detto il ministro del Lavoro Cesare Damiano che oggi a Bari partecipa alla 56ª giornata nazionale per le vittime di infortuni sul lavoro organizzata dall'Anmil.
Per Damiano, «battere il lavoro nero, la precarietà ad ogni costo, vuole dire anche battere la concorrenza sleale tra le imprese e impedire che flussi di immigrazione siano attirati dal lavoro nero perchè molte volte quelle persone che fuggono da una situazione disperata, quando sbarcano sulle nostre coste sanno già dove andare a lavorare al nero e a tutto questo sono connessi fenomeni di criminalità».
Riferendosi poi al fatto che la Regione Puglia ha allo studio una legge contro il lavoro nero specie in agricoltura, Damiano si è detto favorevole al fatto che le Regioni, «utilizzando i nuovi poteri di cui dispongono, varino in materia di emersione dal lavoro nero leggi che integrino la normativa nazionale con dispositivi locali che intervengono sulla specificità del territorio». «Abbiamo stabilito un ottimo rapporto con la Regione Puglia - ha proseguito - e credo che lavoreremo in totale sinergia con le Regioni». Damiano ha poi sottolineato che giorni fa è stato convocato un tavolo di concertazione con tutti gli assessori regionali al lavoro, nel quale si è affrontato il problema delle leggi contenute nella finanziaria». Ha poi aggiunto che in materia di lotta al lavoro nero ha «trovato la massima cooperazione delle organizzazioni sindacali e di impresa in agricoltura come nell'industria e nell'edilizia».

SU TFR IMPRESE SBAGLIANO
«Secondo me è sbagliata la valutazione fatta sul Tfr dalle imprese che dicono: ci date in termini di sconto fiscale circa 6 miliardi che poi riprendete recuperando il Tfr. Questo paragone è improprio». Lo ha detto il ministro del lavoro, Cesare Damiano, a proposito delle critiche di Confindustria sulla finanziaria e in particolare il Tfr.
Damiano ne ha parlato a Bari, dove partecipa alla 56ma giornata nazionale delle vittime degli incidenti sul lavoro organizzata dall'ANMIL.
Per Damiano, il paragone è improprio «perchè noi parliamo di costo del denaro: quei 6 miliardi costano alle imprese attraverso i Tfr (che è dei lavoratori) il 3% su base annua». «Noi capiamo che reperire queste risorse nel mercato finanziario costa più del 3%, quindi non vanno calcolati i 6 miliardi, ma la differenze di costo». Per Damiano, comunque, «rimane il problema che va affrontato che le piccole aziende a differenza delle grandi hanno il problema di accedere al credito e quando lo fanno pagano di più, quindi sono svantaggiate». «Sicuramente - ha concluso - questo problema va affrontato».

FARE SUBITO DECOLLARE FONDI COMPLEMENTARI
Una delle questioni «sulle quali mi sono battuto è fare decollare subito i fondi pensione complementari, un pilastro sia per i lavoratori pubblici sia per quelli privati, tanto che ho già convocato un tavolo di trattativa per le prossime settimane con le parti sociali perchè dobbiamo da subito mettere in cantiere gli strumenti per il decollo della previdenza». Lo ha detto il ministro del lavoro Cesare Damiano che oggi a Bari partecipa alla 56ma giornata nazionale vittime degli incidenti sul lavoro promossa dall'Anmil.
«Non dimentichiamo - ha proseguito - che nella finanziaria abbiamo voluto scrivere che l'opera di comunicazione a milioni di lavoratori sulla possibilità di accedere ai fondi pensione comincia già dal primo gennaio del 2007, quindi abbiamo pochissimo tempo».

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