Lunedì 21 Gennaio 2019 | 20:51

Sole e barche per «Bariphotocamera»

Francesco Cito e Mario Cresci con le loro immagini mediterranee sono i vincitori ex aequo del premio internazionale di fotografia, della CCIAA di Bari per promuovere l'economia del territorio
BARI - Sono Francesco Cito e Mario Cresci, rispettivamente con i lavori fotografici «Barche, pescatori e pesci» e «Il sole nelle mani», i vincitori ex aequo del premio internazionale di fotografia «Bariphotocamera», ideato dalla Camera di Commercio di Bari per promuovere l'economia del territorio. Lo ha deciso la giuria del concorso, composta da Gabriel Bauret, Giovanna Calvenzi, Marilena Di Tursi, Nikos Ekonomopulos, Gianni Berengo Gardin, Clara Gelao, Oscar Iarussi e Antonella Marino, che si è riunita nei giorni scorsi nell'ente camerale barese. La scelta dell'ex aequo fatta all'unanimità dai giurati è stata determinata, si legge nelle motivazioni, dalle «contrapposte scelte linguistiche e narrative dei due autori, che fanno parte della cultura internazionale dell'immagine». Ai due vincitori sarà assegnato il premio complessivo di 20mila euro.

Sono stati selezionati anche undici lavori, di altrettanti fotografi, che saranno pubblicati in un calendario e in un'agenda d'autore. Sono: 'Piedi per terra' (Cristina Bari); 'La forma del latte' (Carmelo Bongiorno); 'La nascita' (Enrico Bossan); 'Ritratti' (Donato Del Giudice), 'Feltrinelli Libri e musica - Tempi Moderni' (Gianni Cataldi); 'Block Shaft' (Stefano Di Marco); 'Il sabato alla Fiera del Levante' (Francesco Giusti), 'La casa editrice Laterza' (Claudio Gobbi), '24 scatti in terra di Bari' (Ramak Fazel); 'Il porto di Bari' (Massimo Siragusa); 'Border Line' (Claudio Sabatino/Simona Ongarelli).

Centotrentanove i partecipanti al premio Bariphotocamera, indetto lo scorso aprile, ideato da Chicca Maralfa e curato da Cosmo Laera, per promuovere l'economia della terra di Bari attraverso le imprese ed i contesti territoriali, contesi fra la custodia delle tradizioni e le spinte innovative della globalizzazione. «Un successo straordinario - commenta il presidente della Camera di Commercio di Bari, Luigi Farace - imprevedibile per quello che alla fine si è rivelato un concorso su commissione, perchè a tema. Sono certo che l'iniziativa avrà una notevole ricaduta sull'immagine del territorio e delle aziende. Tutti i fotografi forestieri venuti a Bari hanno scoperto realtà a loro non note e sono rimasti molto colpiti da un contesto economico fortemente proiettato verso il futuro ma allo stesso tempo fedele alla salvaguardia delle tradizioni».

I lavori dei due vincitori e dei selezionati, insieme agli scatti migliori presentati per il concorso, comporranno una grande mostra, che sarà inaugurata a Bari il prossimo 15 dicembre, nella sala Murat e che girerà poi le gallerie Fnac in Italia e all'estero. A realizzare il catalogo sarà l'editore Federico Motta.

«Barche, pescatori e pesci», titolo del lavoro di Francesco Cito, fra i più noti fotoreporter italiani, è dedicato al comparto della pesca in provincia di Bari. Un racconto per immagini il suo, di un nuovo fronte dell'economia, quello del mare. C'era una grande flotta a Molfetta, decimata in pochi anni dagli incentivi statali a chi mandava in disarmo la propria imbarcazione. Ma anche assai provata dagli alti costi del carburante, dalle reti meno generose e dai guadagni sempre più ristretti. Il pescatore Mimmo, con le sue rughe di fatica lotta per la sopravvivenza a bordo del peschereccio Nuova Ginetta.
Ma il fotoreporter Cito ha raccontato con le immagini anche la storia dei cantieri navali, dei pochi maestri d'ascia sopravvissuti alla conversione dal legno al ferro, ha colto i momenti salienti dell'asta al mercato del pesce. Il suo occhio sulla modernità del settore si è rivolto agli allevamenti ittici, in un nuovo fronte del mare.

«Il sole nelle mani», titolo del lavoro di Mario Cresci, maestro della fotografia italiana, è invece dedicato all'Istituto Agronomico Mediterraneo di Valenzano, centro di eccellenza nella formazione post-universitaria, nella ricerca scientifica applicata e nella progettazione di interventi di partenariato sul territorio nell'ambito di programmi di cooperazione internazionale. «Mi ha affascinato - ha scritto Cresci nelle note di accompagnamento al lavoro - in questa realtà l'idea di dare visibilità a un sogno in cui la luce del Mediterraneo non sia solo una risorsa economica, ma anche ispiratrice di un modus vivendi fatto di comprensione, tolleranza, conoscenza di bisogni comuni e la storia e la cultura di un territorio non si misurino solo con il proprio passato ma anche con il futuro di tutti. Il Sole nella mani perchè in questa idea simbolica di luce in cui la fotografia vive si collocano sia le immagini di un passato rurale, ineludibile, sia la ricerca attuale: perchè il sole vita dell'antica cultura delle mani ha la stessa valenza della luce della mente che illumina i saperi e le speranza del futuro». Agli undici selezionati sarà corrisposto un rimborso forfetario di 500 euro per i diritti di utilizzazione delle immagini.

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