Lunedì 21 Gennaio 2019 | 11:06

«Figlio boss Barletta è capo ultrà violenti»

Ne è convinta la Polizia che ha arrestato Salvatore Santeramo. Domenica scorsa avrebbe aizzato la tifoseria contro le forze dell'ordine durante la partita di calcio con il Brindisi
BARLETTA (BARI) - Non solo non avrebbe potuto e dovuto essere allo stadio, in quanto sorvegliato speciale, ma sarebbe stato proprio lui, domenica scorsa - secondo la polizia - ad aizzare la tifoseria contro le forze dell'ordine in servizio allo stadio di Barletta durante la partita contro il Brindisi, del campionato di serie D.
Per questo, Salvatore Santeramo, di 21 anni, con precedenti penali, figlio di Pasquale, capo dell'omonimo clan malavitoso barlettano, è stato arrestato con l' accusa di resistenza e violenza a pubblico ufficiale, danneggiamento, violazione della legge sulla violenza negli stadi e per violazione delle normative previste dalla sorveglianza speciale. Con Santeramo è stato arrestato anche Cosimo Damiano Vito, di 21 anni.
Durante gli scontri, un agente è stato colpito in maniera non grave, e un bambino di nove anni, di Barletta, colpito al capo, è stato portato in ospedale dove è stato medicato e poi dimesso.
Secondo la ricostruzione dell'accaduto, Santeramo, a capo di un gruppo di tifosi, ha cercato di rompere il cordone di polizia, posto al limite tra la curva nord, dov'era la tifoseria barlettana, e la curva sud, dov'erano i brindisini, e avrebbe incitato i suoi a lanciare pietre contro i poliziotti. Gli agenti hanno visto chiaramente chi era stato a lanciare quelle pietre anche utilizzando le fotografie e le immagini girate dai poliziotti della sezione scientifica.

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