Giovedì 23 Maggio 2019 | 11:41

Il Biancorosso

L'ANALISI
Bari, 10 milioni di euro per il mercatoDe Laurentiis vuole crescere in fretta

Bari, 10 milioni di euro per il mercato: De Laurentiis vuole crescere in fretta

 

NEWS DALLE PROVINCE

FoggiaLo studio
Servizi pubblici: Foggia ultima in Italia

Servizi pubblici: Foggia ultima in Italia

 
BatLa bomba
Barletta, paura per ordigno bellico in mare

Barletta, paura per ordigno bellico in mare

 
TarantoTaranto
Ex Ilva, Usb minaccia azioni legali su graduatorie esuberi

Ex Ilva, Usb minaccia azioni legali su graduatorie esuberi

 
MateraL'idea
Matera 2019: mille studenti in marcia per la «Cultura»

Matera 2019: mille studenti in marcia per la «Cultura»

 
LecceÈ in prognosi riservata
Nardò, esplode distributore di bevande: grave operaio 23enne

Nardò, esplode distributore di bevande: grave operaio 23enne

 
BrindisiDopo la denuncia
Erchie, picchia e minaccia la moglie per anni: arrestato

Erchie, picchia e minaccia la moglie per anni: arrestato

 
PotenzaL'operazione
GdF, a Lauria scoperti 5 lavoratori in nero

GdF, a Lauria scoperti 5 lavoratori in nero

 

i più letti

Esercitazione antiguerriglia nel Barese

S'è concluso "Terraferma 2006", il complesso iter addestrativo internazionale che ha visto impegnate Forze Armate italiane e maltesi. A ottobre la "Pinerolo" in Kosovo
MILITARI ESERCITAZIONE ITALIA-MALTA 2006 BARI - Il rumore della pioggia battente amalgama le urla in un solo ruggito. Sono giovani, maschi, il volto coperto da passamontagna e brandiscono ogni genere d'oggetti. I carabinieri non riescono a dissuaderli. In tenuta antisommossa battono il manganello sugli scudi, e caricano.
E' soltanto un frammento di Terraferma 2006, la complessa esercitazione internazionale che s'è conclusa oggi al Poligono di Torre di Nebbia (Bari).
Militari italiani e maltesi si sono addestrati assieme («Come è tradizione fin dal lontano 1973», ha ricordato Anthony Grech, vice comandante delle Forze Armate di Malta) a far fronte ad alcune tra le più frequenti insidie degli attuali conflitti: imboscate d'esplosivo e piombo alle autocolonne, reazioni inconsulte ai posti di blocco, tumulti di facinorosi.
L'esercitazione s'è articolata in due fasi. La prima si è svolta nell'Isola mediterranea dal 7 al 16 settembre scorso. La seconda, in Puglia, è iniziata il 18 settembre ed è terminata oggi. Il coordinamento italiano di quest'ultima è stato affidato al Comando Operativo di Vertice Interforze (Coi) e vi hanno preso parte militari e mezzi dell'Esercito (unità della Brigata meccanizzata Pinerolo), dei Carabinieri (un plotone della IIa Brigata Mobile) e delle Forze Armate maltesi (un plotone di fanteria, una squadra genio, un team EOD, composto da specialisti in sminamento e demolizione, ed un elicottero).
A monitorare l'intera attività, oltre all'alto ufficiale maltese, c'erano il Vicecomandante del Coi, generale di Divisione Aerea Tommaso Ferro; il comandante della Brigata Pinerolo, generale Claudio Attilio Borreca e il generale dei carabinieri Silvio Ghiselli (comandante della IIa brigata di manovra da cui dipende il 13° reggimento Friuli Venezia Giulia).
Il generale Borreca Tra simulazione e realtà, sul Poligono murgiano si sono addestrati uomini e donne - per lo più pugliesi - provenienti da unità già impegnate all'estero o in procinto d'esserlo. Così i 21 carabinieri dell'Unità Specializzata Multinazionale del reggimento Friuli Venezia Giulia, erano al fianco di 90 militari dell'82°reggimento fanteria Torino (con sede a Barletta), attualmente impegnato anche in Bosnia, e un nucleo EOD 11° Reggimento genio guastatori, con sede a Foggia. Hanno i bagagli pronti i baresi della Pinerolo: «Domani ci arriva la validazione - ha detto il gen. Borreca (nella foto) - e il prossimo 23 ottobre sostituiremo la Brigata Aosta in Kosovo».
Sono migliaia i militari italiani impegnati all'estero. Sono in zone caldissime e anche dove le cose sembrano quiete (come nei Balcani), l'esperienza insegna che basta un nonnulla per ritrovarsi un Paese in rivolta. Gli ordigni rudimentali a bordo strada e i missili lanciati da un furgone che pareva innocuo, si sommano, si mescolano, ai fenomeni criminali comuni: droga e armi. E' in questo orizzonte che si muovono gli italiani e - come ha ricordato il gen. Ferro - lo fanno «non soltanto in un'ottica interforze ma anche, e sempre più, multinazionale».
Ci vuole "testa" e ci vogliono quattrini per far fronte alle nuove esigenze. Però mentre gli errori di comando si vedono dopo e si prestano sempre a fumose interpretazioni, le analisi economiche permettono di ragionare a freddo. E allora, i finanziamenti sono tarati sulle esigenze? «No, non siamo nell'ideale, ma del resto è utopistico pensare di poter raggiungere il piano della idealità - dice il gen. Ferrro - Da una parte il Paese deve comprendere di più il nostro impegno e creare i presupposti per sostenere certe attività e, dall'altra, le Forze Armate hanno esigenze di razionalizzazione e questa può proprio permetterci di tendere verso questa idealità».
Marisa Ingrosso

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400