Sabato 19 Gennaio 2019 | 15:11

Finite le ferie il Csm riparte dal caso-Fitto

Fu Fausto Bertinotti a investire Palazzo Marescialli della questione dopo che la Camera aveva respinto la richiesta degli arresti domiciliari per l'ex governatore pugliese
ROMA - La questione spinosa della gestione della riforma dell'ordinamento giudiziario; l'esame di casi delicati, come quello giudiziario che ha investito l'ex presidente della Regione Puglia Raffaele Fitto; e una serie di nomine di spessore a cui mettere mano in tempi ristretti, a partire da quella del nuovo primo presidente della Cassazione. E' un'agenda fitta di impegni quella che il Csm troverà sul suo tavolo lunedì, quando riaprirà i battenti dopo la pausa estiva. Si tratta in realtà dell'inizio dell'attività del nuovo Consiglio superiore, a poco più di un mese dal suo insediamento e dalla elezione del vice presidente Nicola Mancino. Definita ad agosto la loro composizione, le dieci Commissioni di Palazzo dei marescialli cominceranno ora a lavorare. E in una riunione con il vice presidente stabiliranno le priorità di intervento.
LA RIFORMA - Il ddl governativo di sospensione della legge varata dal centro-destra riprende tra una decina di giorni il suo iter al Senato e non è detto che venga approvato; un rischio paventato nei giorni scorsi dallo stesso ministro della Giustizia Mastella e che potrebbe portare i magistrati il 23 settembre prossimo, quando si riunirà il parlamentino dell'Anm, a proclamare un nuovo sciopero, il primo da quando c'è il governo Prodi. Palazzo dei marescialli ha bocciato la riforma più volte nella scorsa consiliatura, giudicandola incostituzionale e impraticabile e paventando tra i tanti il rischio di una paralisi della giustizia disciplinare e del blocco della mobilità dei magistrati. Ma se non sarà sospesa, dovrà applicarne le norme, a cominciare da quella che impone alle toghe di scegliere entro il 28 ottobre prossimo definitivamente le funzioni che intendono esercitare: giudicanti o requirenti. Tra i nuovi consiglieri c'è chi pensa che il Csm debba assumere un ruolo propositivo, formulando un proprio testo sull'ordinamento giudiziario, almeno sui punti più controversi della riforma.Un lavoro che avrebbe senso solo se la maggioranza congelasse la legge della Cdl.
IL CASO FITTO E GLI ALTRI - E' stato il presidente della Camera Fausto Bertinotti a luglio a investire il Csm della vicenda giudiziaria del deputato di Forza Italia, inviando il resoconto della seduta con cui la Camera aveva respinto la richiesta di arresti domiciliari avanzata dai magistrati di Bari nell'ambito di un'indagine su un finanziamento elettorale. Il tutto per invitare il Csm a una «riflessione» sul «delicato rapporto tra lo svolgimento delle indagini giudiziarie e la tutela del libero esercizio della funzione parlamentare» e a valutare «ogni eventuale iniziativa». Tra i casi delicati di cui si dovrà occupare il Csm c'è anche la pratica a tutela del pm dell'inchiesta sul sequestro di Abu Omar, Armando Spataro, aperta dopo gli attacchi dell'ex capo dello Stato Francesco Cossiga e dall'ex ministro della Giustizia Roberto Castelli; un'iniziativa apertamente criticata dal presidente del Senato Franco Marini. E' poi ancora aperto il fascicolo sui magistrati di Potenza che indagano su Vittorio Emanuele, nel cui ambito sarà ascoltato (l'audizione era già stata decisa nella scorsa consiliatura) il prefetto Luciano Mauriello, che aveva segnalato al ministro Amato l'utilizzo di una password da parte dei giornalisti per accedere agli atti della procura
LE NOMINE - La più importante e, probabilmente, quella che vedrà la luce per prima , è quella del nuovo primo presidente della Cassazione. Nicola Marvulli, che ricopre questo incarico da cinque anni e che ha criticato aspramente diverse delle riforme sulla giustizia varate dal centro-destra (da quella sull'ordinamento giudiziario, alla Cirielli e alla Pecorella), il 29 ottobre prossimo compirà 75 anni e dunque andrà in pensione. I consiglieri devono anche scegliere i nuovi presidenti dei tribunali di Milano e Roma, incarichi ormai scoperti da tempo: nel primo caso si tratta di sostituire Vittorio Cardaci, che ha lasciato la magistratura nel dicembre dell'anno scorso; nel secondo di scegliere il successore di Luigi Scotti, da giugno sottosegretario alla Giustizia.
Sandra Fischetti

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