Ammazzò il marito con flebo di eroina Ergastolo a infermiera

LECCE – Si è concluso con la conferma della condanna all’ergastolo da parte della Corte di Cassazione il processo bis a Lucia Bartolomeo, l’infermiera di Taurisano (Lecce) ritenuta in via definitiva responsabile dell’omicidio del marito, il fabbro Ettore Attanasio, di 36 anni, avvenuto il 30 maggio 2006. La donna è stata condannata per omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, e dall’aver agito usando eroina iniettata con una flebo.

Il primo processo, conclusosi con la condanna in primo grado e in appello a Lecce, era stato annullato dalla Cassazione che aveva disposto che ne fosse celebrato uno nuovo dinanzi alla Corte d’Assise d’Appello di Taranto. Questo procedimento si era concluso il 10 ottobre del 2012 con la condanna all’ergastolo ora confermata in via definitiva. Il movente dell’omicidio sarebbe stato una relazione extraconiugale che la donna aveva intrapreso, e la conseguente paura che una separazione la privasse dell’affidamento della figlia.
 
Secondo i giudici della Suprema Corte infatti, pur avvalorando la tesi che l’imputata abbia somministrato una dose di eroina nella flebo al consorte ammalato, non era possibile stabilire, oltre ogni ragionevole dubbio, che fosse stata proprio quella dose di eroina a uccidere l’uomo senza escludere che il decesso, invece, potesse in qualche modo essere stato causato dalle condizioni di salute dell’uomo, stabilendo così che il nuovo processo doveva essere celebrato a Taranto.
 
Quel processo si era concluso il 10 ottobre 2012. Oggi, dopo poco più di tre ore di camera consiglio, è arrivata la nuova condanna: omicidio volontario aggravato dalla premeditazione. Il sostituto procuratore generale Lorenzo Lerario aveva invocato la condanna alla pena di 24 anni di reclusione.
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