Domenica 20 Gennaio 2019 | 14:40

«I lavoratori Ilva non saranno soli»

«La Regione interverrà tra sindacati, azienda, enti locali e agenzie per innescare un processo virtuoso» ad affermarlo il vice presidente regionale Introna • Feriti altri due operai
TARANTO - La Regione Puglia assicura che «i lavoratori dell'Ilva non saranno lasciati soli»; un partito, l'Italia dei Valori, chiede di creare una task-force regionale per arginare il fenomeno delle morti bianche; un sindacato, la Cgil, accusa i vertici dell'azienda siderurgica di «cercare lo scontro». Tutto questo accade mentre altri due operai s'infortunano in stabilimento, inducendo un sottosegretario, Antonio Gaglione, a recarsi in fabbrica per capire cosa stia avvenendo.
E subito dopo la visita, Gaglione, sottosegretario alla Salute ha annunciato che saranno messi in campo «fino in fondo tutti gli strumenti, primo fra tutti l'Istituto superiore per la prevenzione e sicurezza sul lavoro, al fine di monitorare e intervenire, con verifiche costanti e sistematiche, la situazione interna alla fabbrica». Le verifiche riguarderanno sia l'organizzazione del lavoro sia la sicurezza e l'ammodernamento degli impianti.
Tutto questo a pochi giorni dalla prima udienza in tribunale contro il licenziamento di tre lavoratori, accusati dall'azienda di troppe assenze per infortunio, e dall'inizio di un'ondata di assemblee e scioperi indetti dai sindacati.
Se qualcuno pensava che almeno ad agosto ci sarebbe stata una tregua nei rapporti mai idilliaci tra Fim, Fiom e Uilm da una parte e vertici Ilva dall'altra, aveva sbagliato di grosso. Anzi, nel periodo più caldo dell'anno dal punto di vista meteolorogico le relazioni industriali rischiano di rimanere congelate. Perchè di fronte ad esempio al licenziamento di tre lavoratori, deciso il 9 agosto dall'azienda, e allo stillicidio di infortuni, anche mortali, i sindacati dei metalmeccanici hanno annunciato nelle ultime ore il disimpegno dai comitati per la sicurezza, istituiti dentro e fuori l'azienda, e anche dall'atto di intesa regionale per il risamento ambientale dell'area siderurgica tarantina.
I toni sono diventati molto accesi su più fronti, pur se nel mirino c'è sempre lo stesso obiettivo, l'Ilva. Onofrio Introna, assessore regionale alle Opere pubbliche che in questi giorni sostituisce il presidente, Nichi Vendola, afferma testualmente che la Regione interverrà «perchè andare al lavoro ogni mattina non sia più come andare in guerra». E aggiunge, ricordando l'ultima 'morte biancà in stabilimento, che «la rabbia dei lavoratori è assolutamente comprensibile», e che la storia di quell'operaio «è l'emblema delle migliaia di lavoratori dell'Ilva che non hanno scelta, se non quella di optare tra la disoccupazione o il sottostare ai padroni delle ferriere». Nel 2006, all'Ilva di Taranto, sono già morti due operai e gli infortuni continuano ad essere all'ordine del giorno. In materia di sicurezza tra azienda e sindacati il feeling è sempre più difficile.

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