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Arrestato in Germania un ex poliziotto latitante affiliato Scu (e attore)

BRINDISI – E' stato arrestato in Germania l'ex poliziotto Gennaro Solito, di 60 anni, di Ceglie Messapica (Brindisi), condannato in primo grado a 14 anni di carcere il 23 maggio del 2013 perchè ritenuto componente di una associazione mafiosa attiva nel brindisino. Solito era sfuggito ad un ordine di custodia cautelare emesso per numerose violazioni dell’obbligo di dimora. Fu arrestato la prima volta il 29 settembre 2010 dai carabinieri nell’ambito dell’operazione chiamata 'Calypsò, a carico di un clan della organizzazione di tipo mafioso Sacra corona unita facente capo a Daniele Vicientino ed Ercole Penna, quest’ultimo poi divenuto collaboratore di giustizia
Arrestato in Germania un ex poliziotto latitante affiliato Scu (e attore)
BRINDISI – Quando fu arrestato per la prima volta quattro anni fa, era appena rientrato in Italia da un viaggio di piacere in Thailandia. Poi liberato, nuovamente arrestato e condannato per narcotraffico e per mafia perchè appartenente alla Scu Brindisina, Gennaro Solito, ex poliziotto sessantenne ed attore dilettante scelto dai fratelli Taviani per un film che ha vinto l’Orso d’Oro a Berlino, si è dato di nuovo alla latitanza ed è stato ora arrestato in Germania. Qui si era rifatto una vita con una nuova identità e documenti falsi, a fianco di una donna di 27 anni.

Solito, condannato a 14 anni di carcere dal Tribunale di Brindisi, viveva vicino a Stoccarda. Le luci della ribalta cinematografica si erano accese su di lui con "Cesare deve morire" dei fratelli Taviani insignito dell’Orso D’Oro nel 2012. In quel lungometraggio Solito, che all’epoca era recluso a Rebibbia, recitava nella parte di uno dei congiurati di Cesare. Il film vinse anche il David di Donatello e l’attore carcerato, tornato in libertà in attesa di giudizio, non si sottrasse ai riflettori. "E' il mio riscatto – disse – Si sbaglia, ma si può cambiare". Dimenticato l’ultimo ciak e gli onori ricevuti, l’ex poliziotto accusato di mafia ha dovuto affrontare il processo per i fatti contestati nel 2010 come tutti gli altri imputati.

L'operazione in cui fu coinvolto è ritenuta uno dei capisaldi della storia criminale recente della Scu del Brindisino. Fu denominata Calypso: 11 gli arresti eseguiti dai carabinieri di Brindisi e del Ros, tra questi due presunti "capi" della frangia mesagnese, Daniele Vicientino ed Ercole Penna che un paio di mesi dopo decise di collaborare con la giustizia.

Solito per l’accusa era il referente per Ceglie Messapica (Brindisi), la sua cittadina, dell’organizzazione che si occupava in particolar modo di narcotraffico, ma anche di gioco d’azzardo e di estorsioni. Fino alla scorsa primavera, l’ex poliziotto era un uomo libero, sottoposto unicamente all’obbligo di dimora. Ma, poichè risultava alla Dda di Lecce che avesse più volte violato gli obblighi che doveva necessariamente rispettare, allora era stato richiesto l’aggravamento della misura, appena dopo la conclusione del processo di primo grado, il 23 maggio scorso. Gli investigatori temevano che in attesa di una eventuale condanna definitiva, potesse far perdere le proprie tracce. Quando i militari hanno bussato alla porta del suo appartamento di Ceglie per condurlo in carcere, il 60enne non c'era già più. A dicembre è stato emesso a suo carico un decreto di latitanza. Il mese prima le autorità tedesche lo avevano fermato e gli avevano scovato in tasca documenti falsi, ma non c'era ancora un mandato di cattura internazionale e dovettero rilasciarlo con una denuncia. Alla fine, il 24 gennaio scorso la polizia lo ha bloccato appena fuori dalla sua nuova abitazione con l’accusa di evasione. Ora si attende l'estradizione.

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