Mercoledì 16 Gennaio 2019 | 09:04

Taranto - Picchiò un collega: riassunto

La Corte di cassazione ha ordinato all'Ilva di reintegrare in servizio un dipendente, licenziato in tronco per aver tirato un pugno al compagno di lavoro che lo sottoponeva a continue provocazioni e derisioni
Cassazione ROMA - Sul posto di lavoro, le continue provocazioni e derisioni verbali da parte dei colleghi, giustificano la reazione - anche violenta - del dipendente oggetto dello scherno che, stanco di sopportare, viene alle mani: e la "riscossa" del dipendente non può essere sanzionata con il licenziamento in tronco. Lo sottolinea la Cassazione - con la sentenza 17956 - che ha confermato il reintegro in azienda di un operaio dell'Ilva di Taranto, Fernando A., licenziato perché una sera, stanco di sentirsi prendere in giro pesantemente da Salvatore A., gli aveva tirato un pugno facendogli un occhio nero. L'Ilva lo aveva licenziato in tronco per «giusta causa». Una decisione in parte condivisa dal Tribunale di Taranto che, pur condannando Fernando alla perdita del posto di lavoro, gli aveva tuttavia riconosciuto il diritto almeno alle mensilità di preavviso.
In secondo grado, invece, i magistrati della Corte di Appello di Lecce ordinarono l'immediata reintegrazione di Fernando, con diritto al pagamento dello stipendio dal giorno del licenziamento a quello del reingresso, compresi i versamenti dei contributi assistenziali e previdenziali.
Senza successo l'Ilva ha fatto ricorso in Cassazione, chiedendo l'annullamento del verdetto d'appello in quanto il comportamento di Fernando «costituiva un grave inadempimento degli obblighi di correttezza e buona fede». Gli "ermellini", infatti, hanno trovato legittima la decisione dei magistrati di Lecce in base alla quale data «la circostanza che Fernando agì in seguito alle continue provocazioni subite, la sua condotta non poteva essere considerata così grave da legittimare l'adozione del provvedimento espulsivo». La Corte d'Appello aveva anche evidenziato che l'aggressione dell'operaio vessato dal collega «non era avvenuta per ragioni di lavoro, né era stata posta in essere durante l'esecuzione delle prestazioni lavorative, né nell'ambito del reparto, ma solo nello stabilimento, per giunta in tarda ora, quando, per l'esiguo numero di persone presenti, non era nemmeno ipotizzabile potesse aver provocato capannelli pericolosi per lo svolgimento dell'attività produttiva».
Così il reclamo dell'Ilva è stato rigettato da Piazza Cavour.

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