Venerdì 18 Gennaio 2019 | 01:58

Inchiesta Sanità - «Mai tangenti a partito Fitto»

Così l'imprenditore Giampaolo Angelucci (accusato di corruzione e finanziamento illecito ai partiti) nell'interrogatorio, a Bari, davanti al gip Giuseppe De Benedictis
BARI - «Giampaolo Angelucci ha respinto tutto le accuse a suo carico». Lo ha riferito il suo difensore Guido Calvi, a conclusione dell'interrogatorio oggi a Bari davanti al gip Giuseppe De Benedictis.
L'interrogatorio all'imprenditore Giampaolo Angelucci è durato poco più di un'ora. Il suo legale Guido Calvi ha riferito che l'udienza si è svolta nella massima tranquillità. Angelucci, amministratore di società Tosinvest è ai domiciliari dallo scorso 20 giugno con l'accusa di corruzione e finanziamento illecito ai partiti nell'ambito dell'inchiesta sulla sanità. Inchiesta, nella quale è coinvolto anche l'ex governatore della Puglia, Raffaele Fitto.

«E' andata bene - hanno dichiarato gli avvocati Guido Calvi e Mario Russo Frattasi che hanno assistito l'imprenditore durante l'interrogatorio al quale erano presenti anche i sostituti procuratori titolari dell'inchiesta: Roberto Rossi, Renato Nitti e Lorenzo Nicastro.
Secondo quanto trapelato, per Angelucci non ci sarebbe stata nessuna corruzione e nessuna tangente da 500 mila euro destinata al movimento politico dell'ex presidente della Regione Raffaele Fitto, «La Puglia Prima di Tutto», nella vicenda dell'appalto da oltre 190 milioni di euro per la gestione di 11 Residenze Sanitarie Assistite nella regione Puglia.
I finanziamenti al partito di Fitto, anche lui destinatario di un'ordinanza di custodia cautelare non eseguita in quanto parlamentare, «erano leciti e dichiarati - avrebbe detto Angelucci che avrebbe riferito «di aver partecipato alla gara in modo regolare.
I rapporti con Fitto - ha aggiunto Angelucci - erano professionali come può averli qualsiasi inmprenditore che partecipa a quel tipo di appalto».

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