Lunedì 21 Gennaio 2019 | 12:25

Omicidio Giusy - Legale padre rinuncia a mandato

L'avvocato Innocenza Starace (legale di Carlo Potenza nel processo per l'omicidio della figlia 15enne assassinata a Manfredonia): costretta dall'atteggiamento di mancanza di fiducia del mio assistito
FOGGIA - L'avvocato Innocenza Starace, legale di parte civile di Carlo Potenza nel processo per l'omicidio di Giusy, la figlia 15enne di quest'ultimo, assassinata il 12 novembre del 2004 a Manfredonia, e nell'altro procedimento in cui l'uomo è coinvolto quello del ferimento nella primavera del 2005 del padre di una delle amiche della figlia, ha rinunciato al mandato. «Non è stata una mia scelta - dice - ma sono stata costretta dall'atteggiamento di mancanza di fiducia del mio assistito Carlo Potenza. Ha messo in dubbio la mia parola».
La decisione è maturata prima dell'ultima udienza, svoltasi nei giorni scorsi del processo contro Sabrina Santoro e Filomena Rita Mangini, le due amiche accusate di aver indotto alla prostituzione la piccola Giusy. «C'erano stati altri episodi - dice l'avvocato Starace - ma avevo soprasseduto in considerazione della particolare situazione di sofferenza dell'uomo. Non percepivo più la stessa fiducia da parte sua. Può darsi che sia anche solo una mia sensazione ma in questi casi è meglio lasciare. Poi c'è stato un ulteriore episodio che mi ha convinta».
L'avvocato Starace manterrà nel processo principale, quello con rito abbreviato davanti al gup di Foggia, contro Giovanni Potenza, il pescatore di 35 anni, cugino di Carlo, autoaccusatosi dell'omicidio della ragazza, la difesa degli interessi di Michela, la sorella più grande di Giusy. L'avvocato Starace non nega che questo può essere uno dei motivi delle tensioni con Carlo Potenza. L'uomo ha avuto diversi momenti di frizione con la figlia Michela da lui accusata di aver fatto conoscere le due ragazze a Giusy.
Tanto che Carlo Potenza è stato arrestato il 20 aprile scorso proprio per aver violato, per la seconda volta, le prescrizioni degli arresti domiciliari ed essersi recato a casa di Michela con la quale ebbe un violento diverbio. Intanto il prossimo 5 luglio il perito, il professor Carrieri direttore dell'Istituto di Medicina Legale dell'Università di Bari, nominato dal gup del Tribunale di Foggia Lucia Navazio su richiesta della difesa della famiglia di Giusy, si pronuncerà su tutte le questioni (i rilievi, le lesioni subite dalla ragazza ecc.) sollevate sin dall'inizio dall'avvocato Starace secondo la quale Giovanni Potenza «non ha detto la verità».
Per il legale non ci sarebbe stata nessuna caduta dalla scogliera, prima dei colpi assestati contro la testa di Giusy e ammessi dal pescatore. L'assassinio sarebbe avvenuto da un'altra parte e solo successivamente il corpo sarebbe stato trasportato vicino allo stabilimento ex Enichem di Manfredonia dove fu scoperto il giorno dopo. Lo dimostrebbe anche il tipo di sabbia ritrovato sul corpo della vittima. Queste presunte "falle" nel racconto di Giovanni Potenza, se confermate dal perito, per l'avvocato Starace «potrebbero aggravare la pena nei suoi confronti».
Il pm Vincenzo Maria Bafundi ha chiesto nell'udienza preliminare 30 anni di reclusione. Starace rivendica come una sua vittoria questa riapertura del caso. «Ciò aumenta la mia amarezza per l'atteggiamento del padre di Giusy - spiega la Starace - perchè sono consapevole di aver dato moltissimo a questa famiglia contro tutti ed esponendomi in prima persona». L'avvocato Starace preannuncia anche l'uscita di un libro sulla vicenda di Giusy che verrà presentato nelle prossime settimane.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400