Mercoledì 23 Gennaio 2019 | 08:29

I fondi elettorali della «protesi» del Cavaliere

Dopo la presunta maxi-tangente da 500 mila euro, ora la Procura di Bari indaga sulla concidenza fra i "grandi finanziatori" dell'ex governatore Raffaele Fitto per le Regionali 2005 e l'aggiudicazione a loro favore di importanti appalti • Scambio di battute fra Silvio Berlusconi (che "battezzò" politicamente l'ex presidente della Regione alla Fiera del Levante 2001) e Violante
Raffaele Fitto BARI - Dopo la presunta maxi-tangente da 500 mila euro, ora si indaga su un altro giro di danaro, stimato in circa 400 mila euro, che «numerosissimi» imprenditori avrebbero elargito al partito dell'ex governatore della Regione Puglia, Raffaele Fitto, durante la campagna elettorale per le regionali del 2005, dalla quale il governatore uscì sconfitto con uno scarto di 14 mila voti per lasciare il posto allo sfidante Nichi Vendola, di Rifondazione comunista, attuale presidente della Giunta.

Quattro anni prima, all'inaugurazione della Fiera del Levante del 2001, l'uomo politico salentino venne definito dall'allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi come «la mia protesi». «Raffaele Fitto è come una mia protesi - disse il leader di Forza Italia -: prima lo chiamavo cucciolo, poi puledro adesso posso ben dire che è diventato un purosangue». E fra ieri ed oggi Berlusconi ed esponenti della maggioranza di governo hanno avuto uno scontro proprio sulla vicenda giudiziaria che ha coinvolto Fitto.

Il dato ritenuto significativo dagli investigatori è che gli imprenditori che hanno finanziato "La Puglia prima di tutto" - espressione del Centrodestra regionale - sono gli stessi che si sono aggiudicati appalti banditi dalla Regione Puglia e da società controllate dall'ente regionale: la Seap (la società che gestisce gli aeroporti pugliesi) e l'Acquedotto pugliese (Aqp).
Del giro di quattrini - che appare al momento assolutamente lecito - si parla nell'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari notificata ieri all'imprenditore romano Giampaolo Angelucci (gruppo Tosinvest) e a Fitto. Per quest'ultimo, essendo ora Fitto un parlamentare di Forza Italia, i Pm inquirenti baresi, Roberto Rossi, Renato Nitti e Lorenzo Nicastro, hanno chiesto l'autorizzazione all'arresto alla Camera dei Deputati.
Gli accertamenti avviati della Procura riguardano - così come rivela implicitamente il giudice Giuseppe De Benedictis nel provvedimento - «moltissimi altri imprenditori locali» che «hanno finanziato il movimento politico "La Puglia prima di tutto". «Il dato che ne scaturisce - continua - è che un'altissima percentuale degli imprenditori che hanno elargito somme significative in favore di Fitto, hanno tuttora o hanno comunque avuto rapporti economici (appalti, consulenze e finanziamenti Por) con società partecipate dalla Regione Puglia».
Quindi, il giudice evidenzia, «solo ad colorandum», in tre paginette, alcuni «casi emblematici», così come definisce le 17 elargizioni, per un ammontare complessivo di 382mila euro, fatte dalle numerose imprese elencate nel provvedimento cautelare al movimento politico di Fitto. Le somme fatte arrivare sui conti della "Puglia di prima di tutto" sono suddivise in quote che vanno dai 10 mila ai 50 mila euro.

In attesa di capire quale sarà l'esito di questi ultimi accertamenti in corso, oggi si è saputo che l'arcivescovo di Lecce, monsignor Cosmo Francesco Ruppi, risulta indagato per corruzione nell'inchiesta che ha coinvolto Fitto per aver offerto all'allora governatore appoggio politico in cambio dell'impegno di Fitto a far approvare dalla Regione Puglia il provvedimento con il quale venivano finanziate le strutture sportive degli oratori pugliesi. Formalmente i finanziamenti agli oratori furono concessi dalla Regione, ma sostanzialmente non arrivarono mai, perché la Guardia di Finanza acquisì gli atti relativi al provvedimento amministrativo.
Con la giunta regionale di centrosinistra successa a quella di Fitto, la questione venne riconsiderata ed il finanziamento delle strutture sportive degli oratori fu attuato con altri provvedimenti.

Proprio sulla questione dei finanziamenti, non quelli agli oratori, ma sui 500 mila euro della presunta tangente incassata dalla "Puglia prima di tutto" oggi è stato ascoltato dai Pm il tesoriere del partito, Aurelio Filippi Filippi, che si è avvalso della facoltà di non rispondere. Domattina, invece, cominceranno a Bari gli interrogatori di garanzia dei due imprenditori arrestati. Dinanzi al giudice per le indagini preliminari comparirà Paolo Pagliaro, editore dell'emittente televisiva leccese Telerama, ai "domiciliari" per corruzione; il 26 giugno sarà a Palazzo di giustizia di Bari Giampaolo Angelucci.

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