Venerdì 18 Gennaio 2019 | 06:02

Fratellini - «Indagate sulla mamma»

Il parroco, Don Michele, esclude sia stata la malavita locale a far sparire Francesco e Salvatore Pappalardi da Gravina (Bari) e «il papà già aveva i piccoli in affidamento»
GRAVINA IN PUGLIA (BARI) - Due settimane dopo resta il mistero. Di Francesco e Salvatore Pappalardi, i due fratellini di 13 e 11 anni scomparsi da Gravina in Puglia dal 5 giugno scorso, continuano a non esserci tracce. E col passare del tempo, l'ottimismo che i primi giorni di scorgeva sui volti degli investigatori sta lasciando il posto alla stanchezza. Il logorio scaturisce sia dalla mancanza di risultati investigativi apprezzabili, sia dal forte caldo che da ieri attanaglia tutto il barese e che rende difficili le ricerche dei ragazzini.
In mancanza di sviluppi, l'attenzione è tutta concentrata su Rosa Carlucci, la mamma quarantenne di Ciccio e Tore. Oggi contro la donna si è scagliato don Michele Paternoster, il parroco della chiesa di San Matteo, nella quale, negli ultimi due anni, avevano fatto qualche fugace apparizione Francesco e Salvatore. Don Michele si fa improvvisamente ruvido quando parla della donna. «Bisogna indagare sulla mamma - dice ai giornalisti - perchè questa donna è gelida, fredda, distaccata. E' come se questa cosa l'avesse studiata e realizzata». Seduto al primo banco della chiesa, che è poco distante da casa Pappalardi, spiega anche perchè è convinto che la donna possa aver avuto un ruolo nella vicenda. E dalle sue parole si capisce che si tratta di una deduzione. «Le piste - argomenta - sono due: o è stata la malavita, oppure la mamma; perchè il papà già aveva i piccoli in affidamento e non avrebbe avuto alcun vantaggio a sottrarli o a ucciderli. Se escludiamo che sia opera della malavita, perchè la mala del posto non farebbe mai una cosa del genere, capite qual è il mio pensiero».
Mentre il parroco parla, una fedele che gli siede accanto fa cenni di approvazione con la testa. Fatto questo che conferma come la comunità di Gravina continui a ritenere che mamma dei due ragazzini, e forse anche il suo convivente, il sessantenne Nicola Nuzzolese, abbiano un ruolo nella scomparsa. Ipotesi al momento prive di riscontri.
In attesa di prove, o quantomeno di indizi, Francesco e Salvatore continuano a essere cercati ovunque. Oggi gli speleologi del Corpo nazionale del soccorso alpino e speleologico (Cnsas) hanno ispezionato la grave di Faraualla (che in dialetto gravinese significa 'foro nella vallè), la cavità più profonda della Murgia, un inghiottitoio che supera i 250 metri. E' stato controllato il pozzo di accesso della grave, e si sono calati al suo interno, fino a 140 metri di profondità. Non hanno trovato nulla.
Stesso risultato per i poliziotti a cavallo e per le unità cinofile, che hanno controllato le masserie e le campagne tra Gravina e Spinazzola e tra Cassano delle Murge e Santeramo in Colle, e per gli speleosub del Cnsas che hanno scrutato in pozzi e cisterne della zona. I controlli fanno capire che i due ragazzini si cercano vivi o morti.
Nella speranza che siano vivi, domani sera, a Gravina, si terrà una fiaccolata di solidarietà per chiedere che Ciccio e Tore tornino a casa. Al corteo parteciperà il vescovo, monsignor Mario Paciello, che ieri si è offerto come mediatore per ricevere informazioni sulla sorte dei due fratellini. «Non ho ricevuto nessuna notizia utile - allarga le braccia il prelato - nè una telefonata dei genitori dei piccoli».
Per tutta la giornata Filippo Pappalardi ha continuato a fare la spola tra la sua abitazione e il commissariato di polizia. Nel pomeriggio a Gravina è tornato anche il capo della squadra mobile, Luigi Liguori. Ai giornalisti che gli chiedevano se fosse imminente una svolta ha detto sorridendo: «Una svolta? Ci vediamo tra un mese».
Roberto Buonavoglia

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400