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Gravina - La madre sotto torchio

Sette ore di interrogatorio per Rosa Carlucci, la madre di Francesco e Salvatore, di 13 e 11 anni scomparsi ormai da 10 giorni da casa e quasi tre per il padre. Ad ascoltare, il pm Antonino Lupo della Procura di Bari. Si è diffusa anche la voce che ci fossero due indagati nell'inchiesta ma è stata smentita da fonti inquirenti. Il piccolo Francesco soffrirebbe di asma allergica
GRAVINA IN PUGLIA (BARI) - Si fa sempre più forte il pressing della polizia su Rosa Carlucci, la mamma dei due fratellini di Gravina in Puglia, scomparsa da casa, il 5 giugno scorso. E' ormai opinione diffusa che la donna sappia molte più cose di quelle che ha finora riferito agli investigatori.
La mamma di Francesco e Salvatore e il suo convivente, Nicola Nuzzolese, di 60 anni, sono stati ascoltati per diverse ore, a partire dal primo pomeriggio di ieri sino a notte fonda, dal pm che coordina le indagini, Antonino Lupo, dal direttore dell'Unità analisi crimine violento del dipartimento di polizia, il criminologo Carlo Bui, e dal dirigente della squadra mobile di Bari, Luigi Liguori.
Prima di essere prelevata da casa sua, Carlucci ha fatto attendere diversi minuti i poliziotti all'esterno dell'abitazione. Quando ha aperto la porta di ingresso si è giustificata per l'attesa dicendo: «Scusate, stavo dando il mangime alle galline». Nel momento in cui è stata invitata dagli agenti a salire sulla loro auto, la donna si è rivolta alla figlia sedicenne, che da tempo convive con la mamma, dicendole: «Non ti preoccupare».

Sull'esito dell'interrogatorio è buio fitto. Si sa solo che sono stati ascoltati come testimoni, quindi non sono assistiti da un avvocato perchè nei loro confronti non vengono al momento formalmente ipotizzati reati.
Proprio di ipotesi di reato ha parlato oggi per la prima volta il procuratore reggente del Tribunale di Bari, Giuseppe Carabba, rompendo la consegna del silenzio. «A circa 10 giorni dalla scomparsa dei due fratellini - ha detto - l'ipotesi della fuga volontaria mi sembra da accantonare. Le piste possono essere ancora molte, ma se non si vuole pensare a una disgrazia, e tutti noi, naturalmente, vorremmo escluderla l'intervento di un adulto o in particolare di un sequestro, potrebbe essere una delle piste più attendibili».
Il magistrato ha affermato inoltre di non credere all'ipotesi di un rapimento o di una vendita dei due ragazzini ad opera di nomadi. «I fatti di cronaca - dice - ci hanno restituito in questi anni storie di bambini venduti e comprati, ma non mi sembra una pista probabile, in questo caso, considerata l'età dei ragazzini». «Episodi di questo genere - ha rilevato - hanno sempre riguardato bambini in tenera età. Mi sembra molto difficile che ragazzini dell'età di Francesco e Salvatore possano essere oggetto di questo tipo di traffico perchè i presunti sequestratori non riuscirebbero facilmente a forzare la loro volontà, in modo da impedire loro di chiedere aiuto, anche se spesso la realtà supera la fantasia».

Al termine della giornata di interrogatori e dopo quasi dieci giorni di assenza dei due ragazzini sembra rafforzarsi tra gli inquirenti l'ipotesi che non si tratti più di una fuga volontaria ma di un allontanamento con un adulto o di un sequestro non a fini estorsivi che interesserebbe l'ambito familiare. Si è appreso che uno dei due bambini, Francesco, soffre di una leggera forma di asma allergica per la quale prendeva delle medicine. Oggi continueranno le ricerche con l'ausilio di cani specializzati del Corpo Forestale dello Stato.

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