Martedì 22 Gennaio 2019 | 17:37

«Il fantasma di un bimbo si aggira a Giovinazzo al Vittorio Emanuele»

di MINO CIOCIA
GIOVINAZZO - Le risposte le cercano gli associati del «Ghost Hunter Puglia». In un paio di loro visite nel grande immobile hanno registrato la voce di un bambino che diceva di avere nove anni. Immaginazione? Chissà. Loro vorrebbero indagare ed approfondire. In Inghilterra, in Scozia, negli Stati Uniti, le presenze paranormali sono più che mai accettate da chi crede, semplicemente tollerate dagli scettici. Tra l’altro la caccia ai fantasmi ha generato un movimento turistico di non poco conto
«Il fantasma di un bimbo si aggira a Giovinazzo al Vittorio Emanuele»
di MINO CIOCIA

GIOVINAZZO - «Successe di venerdì sera all’ora del cambio del turno tra gli educatori che operavano nell’Ive. Durante l’intervallo della proiezione di un film, solitamente quel giorno della settimana era dedicato alla visione di pellicole cinematografiche, i ragazzi raggiungevano i bagni per i loro bisogni.

CANALETTI ERA IL SUO NOME - Probabilmente per gioco, ma anche per fatalità uno di loro, Canaletti il cognome, nove anni d’età, rimase soffocato tra gli asciugamani che pendevano dal rullo a parete». Così i dipendenti e gli educatori dell’Ive ricordano quel tragico episodio. Era il 1975. A quell’epoca ospiti del Vittorio Emanuele erano centinaia di ragazzi tutti in età scolare. Ragazzi provenienti da famiglie difficili o numerose, ragazzi non riconosciuti dai propri genitori. Difficile tenerli a bada tutti e contemporaneamente. A seguito di quel tragico episodio fu celebrato un processo.
Le accuse nei confronti dei dirigenti e degli educatori presenti al momento del fatto, fu di omicidio. Ma gli accertamenti portarono ad una sentenza di piena assoluzione per tutti. Che sia proprio quel ragazzo il Canaletti ad aggirarsi ancora tra le stanze e le camerate del Vittorio Emanuele?

Le risposte le cercano gli associati del «Ghost Hunter Puglia». In un paio di loro visite nel grande immobile hanno registrato la voce di un bambino che diceva di avere nove anni. Immaginazione? Chissà. Loro vorrebbero indagare ed approfondire. In Inghilterra, in Scozia, negli Stati Uniti, le presenze paranormali sono più che mai accettate da chi crede, semplicemente tollerate dagli scettici. Tra l’altro la caccia ai fantasmi ha generato un movimento turistico di non poco conto. I tour del mistero, li chiamano, e generano economie importanti. In Italia, il movimento dei cacciatori di fantasmi è nutrito.

SCETTICISCMO - Le associazioni che si occupano della ricerca di anomalie in castelli e dimore storiche sono presenti su tutto il territorio nazionale. Devono però fare i conti con lo scetticismo.
«Ci piacerebbe – racconta Mario Contino, presidente dell’associazione Ghp, con sede a Giovinazzo - che le nostre ricerche portassero alla realizzazione di itinerari turistici ad hoc. Sarebbe uno tra i nostri obiettivi». Potrebbe essere un sogno realizzabile? «Ci chiamano in ogni parte d’Italia - racconta - Luoghi pubblici e case private. In qualche caso abbiamo rilevato anomalie di un certo interesse che sicuramente potrebbero suscitare l’interesse degli appassionati del mistero».
E di appassionati ne esistono davvero tanti. «È difficile immaginare, quanto meno in Italia un movimento turistico legato alla caccia dei fantasmi – afferma la presidente della Proloco Carolina Serrone – però voglio ricordare come alcuni anni fa si sparse la voce della presenza di un fantasma che ogni sera si affacciava dai campanili della Cattedrale. E ogni sera il numero dei curiosi cresceva. Fino a quando non fu scoperto l’arcano. Era il cattivo funzionamento di un faro che creava l’illusione. Quindi tutto potrebbe essere possibile, almeno fino a quando tutto non rimane avvolto nel mistero» .

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