Martedì 22 Gennaio 2019 | 00:53

«Quelle macchine provocano il cancro»

La denuncia di una ventina di dipendenti con problemi alla tiroide, noduli e neoplasie dell'Ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti, ha spinto la magistratura al sequestro
BARI - La denuncia di una ventina di dipendenti che sostengono di avere problemi alla tiroide, noduli e, in un qualche caso, neoplasie, ha indotto la magistratura barese a disporre il sequestro (con facoltà d'uso) di quattro macchinari di radiologia utilizzati nei reparti di cardiologia e medicina nucleare dell'ospedale «Miulli» di Acquaviva delle Fonti (Bari).
Nell'esposto - di cui parlano oggi alcuni quotidiani - si segnala che non sarebbero state rispettate le misure di sicurezza a tutela degli operatori e del personale in servizio nei reparti. Proprio per accertare questa circostanza, il sostituto procuratore del Tribunale di Bari, Giuseppe Scelsi, che coordina le indagini, ha ordinato ai carabinieri di sequestrare le apparecchiature prima del loro trasferimento nel nuovo plesso, che a breve ospiterà la struttura sanitaria.
I militari hanno anche avviato una serie di accertamenti, scattato fotografie e compiuto sopralluoghi proprio per verificare il contenuto dell'esposto-denuncia che ha indotto il magistrato ad avviare indagini per lesioni colpose.

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