Mercoledì 16 Gennaio 2019 | 09:15

Sardegna - "Blitz" delle forze speciali

Esercitazione internazionale "Spring Flag '06": i "Fucilieri dell'aria" dell'Aeronautica, di Martina Franca, hanno simulato la liberazione di prigionieri con i paracadutisti degli Alpini e con gli incursori del Reggimento "San Marco" di Brindisi
Aeronautica militare - Fucilieri dell Per la prima volta i Fucilieri dell'aria del 16° Stormo di Martina Franca (Aeronautica), i Fucilieri di Marina del Battaglione San Marco di Brindisi ed i Ranger dell'Esercito in un'esercitazione congiunta.

Nell'ambito della Spring-Flag 2006, ad Abbasanta una località situata a pochi chilometri da Oristano, si è svolta una simulazione di evacuazione di prigionieri. Nel suggestivo villaggio disabitato di Santa Chiara, un ex centrale elettrica dell'Enel, si è ipotizzata la prigionia di un militare italiano, catturato dalle forze nemiche.
I Fucilieri dell'aria a stretto contatto con i Fucilieri di Marina del San Marco e dei Ranger alpini paracadutisti, hanno liberato in pochi minuti ed imbarcato sull'elicottero il prigioniero, con il supporto dei caccia Tornado ed F-16, AMX e gli elicotteri HH-3F, EH 101 e Puma francesi.
I Fucilieri dell'aria del 16° Stormo - "Protezione delle forze" - hanno addestrato qui in Sardegna la necessaria cornice di sicurezza attorno al centro abitato con un plotone di circa 30 militari, così come avviene attorno all'aeroporto di Herat e Kabul in Afghanistan.
I Fucilieri di Marina della Forza da sbarco del Reggimento San Marco hanno offerro il continuo supporto a tutti i velivoli in volo e agli operatori sul campo, per garantire l'interoperabilità e la sicurezza.
Infine, i Ranger del 4° reggimento Alpini paracadutisti hanno condotto l'azione diretta sul fabbricato dove era tenuto in ostaggio il militare italiano, scendendo da due elicotteri HH-3F del 15° Stormo di Pratica di Mare.
Sintetizzando, pochi uomini altamente specializzati, che fungono da collante fra i vari attori di un operazione militare inserita nel più ampio contesto delle operazioni di supporto alla pace ("Peace support operations").
Tutto ciò È stato possibile grazie al grande livello di preparazione, raggiunto con corsi specialistici effettuati in ambito nazionale (presso l'Aeronautica, l'Esercito e la Marina stessa) e negli altri Stati alleati, integrato con l'impiego tecnologie avanzate quali designatori e puntatori laser, comunicazioni satellitari, trasmissione dati, apparati radio multibanda , camere termiche e visori notturni di ultima generazione.

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