Giovedì 17 Gennaio 2019 | 11:32

Capitanata, messi ko gli «svuota capannoni»

23 arrestati (5 ricercati) dalla Polizia perché considerati parte di una banda che a Cerignola decideva cosa rubare, a Foggia riciclava la merce e a Pescara aveva la base per venderla
FOGGIA - Rubavano ogni genere di merce in depositi commerciali di città del centro-nord e poi la rivendevano attraverso una organizzazione divisa in tre gruppi specializzati nelle varie fasi: furto, ricettazione e rivendita. E' con questa accusa che la polizia ha arrestato oggi 23 persone (altre cinque sono ricercate) ritenute appartenenti a una organizzazione malavitosa, in una operazione condotta sulla base di una ordinanza emessa dal gip del Tribunale di Foggia Lucia Navazio su richiesta del pm, Alessandra Fini.
Tra le persone sfuggite alla cattura figura anche quello che è considerato il capo di uno dei tre gruppi dell'organizzazione, Gerardo Cirillo, che si sarebbe occupato in particolare di gestire da Cerignola i furti nei depositi. Gli indagati sono foggiani, pescaresi, cerignolani e garganici e dovranno rispondere a vario titolo di furti, ricettazione, riciclaggio e, alcuni pescaresi, anche di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Le indagini, condotte dalla squadra mobile di Foggia con la collaborazione della polizia stradale, del reparto prevenzione crimine Puglia e il Commissariato di Cerignola, erano state avviate nel novembre del 2003 dopo il sequestro di un ingente quantitativo di merce rubata in un parcheggio nei pressi di Orta Nova (Foggia).
Secondo l'accusa, l'organizzazione era suddivisa anche geograficamente in tre gruppi: a Cerignola operava il gruppo che (sotto la guida di Cirillo, sfuggito alla cattura), organizzava e realizzava i furti che venivano eseguiti dopo accurati sopralluoghi; il gruppo di Foggia, capeggiato da Aldo Donnini, di 30 anni (che è tra gli arrestati) si occupava della ricettazione della merce; questa veniva poi rivenduta dai componenti del gruppo di Pescara che a sua volta manteneva i contatti anche con il gruppo di Cerignola.
Con questo circuito veniva sottratta al mercato legale e rimessa in commercio merce di ogni genere: capi d'abbigliamento, generi alimentari, sementi, elettrodomestici, divani, profumi, scarpe di marca, trattori, carrelli elevatori e altri oggetti.
La procura di Foggia aveva chiesto il riconoscimento dell'associazione per delinquere ma nei suoi provvedimenti il gip non ha accolto la richiesta. Per questa ragione il procuratore Vincenzo Russo ha presentato appello al Tribunale della Libertà.
Nel corso dell'operazione è stata recuperata refurtiva varia per un valore di oltre 500.000 euro.

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