Mercoledì 16 Gennaio 2019 | 04:22

La sabbia di Brindisi non andrà a Lecce

La Regione ha «congelato» l'autorizzazione amministrativa che ne consentiva il prelievo da Punta Penne per il ripascimento delle spiagge di San Cataldo. Allo studio siti alternativi
BARI - E' stata sospesa la validità dell'autorizzazione amministrativa del Settore Demanio e Patrimonio della Regione Puglia sul prelievo di sabbia dai fondali al largo della costa brindisina, località Punta Penne, da destinare al ripascimento delle spiagge di San Cataldo di Lecce, interessate da fenomeni di erosione. La decisione è stata annunciata stamane a Bari dagli assessori regionali della Puglia Guglielo Minervini al Demanio, Michele Losappio all'Ambiente e Onofrio Introna ai Lavori Pubblici in occasione della conferenza dei servizi alla quale hanno partecipato i presidenti delle Province di Brindisi e Lecce, Michele Errico e Giovanni Pellegrino e il vicesindaco del Comune di Lecce, Perrone.
La Regione ha proposto al Comune di Lecce di avviare una verifica sulla eventuale possibilità di utilizzazione di più siti di prelievo di sabbia. «Abbiamo istituito un tavolo tecnico - ha dichiarato l'assessore Minervini - per individuare in tempi brevi i possibili siti alternativi dove poter prelevare la sabbia. Ci sono alcune coste nella nostra regione - ha proseguito - dove si sta verificando un fenomeno inverso a quello accaduto su alcuni litorali leccesi: c'è un eccesso di arena che potrebbe essere utilizzata per il ripascimento della fascia costiera interessata dai fenomeni di erosione. Occorrerà però - ha concluso l'assessore - verificare la compatibilità ambientale di tale intervento, per evitare un'alterazione sostanziale del paesaggio».
Tra i siti presi in considerazione il litorale del Comune di San Pietro Vernotico e l'aeroporto di Brindisi. Durante il vertice il presidente della Provincia di Brindisi, Errico, ha rappresentato l'assoluta contrarietà all'intervento di prelievo di sabbia, sulla scorta di valutazioni tecniche che si è riservato di fornire entro tempi strettissimi.
I rappresentanti del Comune di Lecce, richiamando la legittimità del procedimento amministrativo attivato e ora interrotto, hanno sottolineato come le soluzioni alternative proposte richiedono tempi e modalità di esecuzione non compatibili con le attuali previsioni progettuali ed economiche, con ripercussioni sulla prossima stagione balneare del litorale leccese e hanno auspicato che tutto si risolva in tempi rapidi, riservandosi ogni azione a tutela dell'interesse comunale. Per le verifiche di ordine tecnico è stato istituito un tavolo congiunto tra Comune di Lecce e Regione.

MINERVINI: INDIVIDUARE PRESTO SITI PRELIEVO
«Abbiamo ritenuto di prendere in considerazione le eccezioni di carattere tecnico sollevate dalla Provincia di Brindisi, in larga misura condivise anche da tutto il territorio, che saranno formalmente comunicate alla Regione nei prossimi giorni. Poichè abbiamo anche a cuore le sorti della stagione balneare di Lecce e dell'intervento che il Comune aveva già predisposto per la difesa dall'erosione delle coste salentine, abbiamo istituito un tavolo tecnico, composto dal Comune di Lecce, dai funzionari dell'ambiente e dell'autorità di bacino e del demanio marittimo per individuare in tempi particolarmente brevi, possibili siti alternativi nei quali effettuare il prelievo della sabbia necessaria per ripascere il litorale di S. Cataldo». Lo ha detto l'assessore al Demanio marittimo della Regione Puglia, Guglielmo Minervini, nell'incontro svoltosi oggi a Bari nella sede della Presidenza della Regione Puglia sulle problematiche concernenti l'intervento di prelievo di sabbia dalle coste brindisine in località Punta Penne.
«Queste alternative - ha spiegato Minervini - prevedono la possibilità di utilizzare sabbia marina prelevata da alcune coste nella nostra regione dove si sta verificando un fenomeno inverso a quello accaduto su alcuni litorali leccesi: un eccesso di ripascimento della fascia costiera. Individueremo questi siti ed accerteremo il grado di compatibilità delle caratteristiche di queste sabbie con quelle di destinazione. Altra alternativa è il prelievo di sabbia da cave di terra, così come originariamente prevedeva il progetto. Si tratterà di vagliare la fattibilità tecnica e di verificare la compatibilità ambientale di tali interventi, per evitare un'alterazione sostanziale del paesaggio».
Minervini ha parlato anche dei tempi nei quali saranno messi a punto e realizzati gli interventi: «A partire da oggi - ha detto - il tavolo tecnico lavorerà per l'individuazione di questo ventaglio di offerte: potrebbe anche profilarsi una soluzione a due tempi con una più immediata per questa stagione, in grado di garantire di ricostruire i tratti di spiaggia più pregiati interessati da attività balneari, e una a medio termine, prevista nell'ambito dell'appalto, subito dopo la stagione estiva».
Per le soluzioni a lungo termine, Minervini ha sottolineato la rilevanza della programmazione strategica 2007-13, «strumento privilegiato - ha detto - per affrontare in modo integrato ed organico questo problema, con l'individuazione di tutte le soluzioni tecniche caso per caso». «Quello dell'erosione delle coste - ha concluso - è uno dei grandi problemi in cui la giunta regionale si è imbattuta. Non partiamo da zero e abbiamo un buon patrimonio di partenza con una serie di studi fatti a più riprese e il Piano regionale delle coste commissionato al Politecnico di Bari qualche settimana fa, che sarà pronto entro 10 mesi».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400