Martedì 19 Febbraio 2019 | 03:40

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Sconta 16 anni di carcere: era innocente

Un 42enne di Taranto prosciolto - dopo la revisione del processo, davanti alla Corte d'appello di Lecce - dall'accusa di aver ucciso due studenti nel '91
Detenzione LECCE - Dopo aver scontato 16 anni per una condanna definitiva a 21 anni di reclusione per il duplice omicidio di due studenti tarantini, la Corte di appello di Lecce ha prosciolto oggi Domenico Morrione al termine del processo di revisione. Ne danno notizia i difensori dell'imputato, avv. Claudio Defilippi del Foro di Milano, e Maria Riccio del foro di Genova.
Morrone - tarantino di 42 anni - era stato condannato per aver ucciso il 30 gennaio 1991 due ragazzi davanti alla scuola media "D'Aquino" nel quartiere Tamburi, alla periferia di Taranto. Le due vittime - Antonio Sebastio, di 15 anni, e Giovanni Battista, di 17 - furono sorprese da un sicario che sparò ripetutamente contro di loro con una pistola calibro 22.
In base agli indizi raccolti da Polizia e Carabinieri - coordinati dal sostituto procuratore presso il tribunale di Taranto Vincenzo Petrocelli - Morrone, poche ore dopo i fatti, fu sottoposto a fermo per duplice omicidio, detenzione e porto illegale di arma da fuoco e munizioni e spari in luogo pubblico. Sia dopo il fermo sia durante i processi a suo carico, l'imputato ha sempre negato ogni addebito.
Secondo la ricostruzione accusatoria, movente del duplice omicidio sarebbe stata una vendetta per un litigio con Giovanni Battista avvenuto per futili motivi una ventina di giorni prima del delitto. Dopo il litigio Morrone era stato gambizzato e, poco tempo più tardi - secondo una testimonianza - avrebbe minacciato di morte i due ritenendoli legati alla criminalità e responsabili del suo ferimento.

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