Lunedì 21 Gennaio 2019 | 14:51

«I costruttori risarciscano la città di Bari»

L'amministrazione comunale ha chiesto il risarcimento delle spese sostenute per la demolizione dei palazzi di Punta Perotti e anche per il «danno cagionato al Comune per la lottizzazione abusiva» per complessivi 105 milioni. Le società costruttrici, a loro volta, avevano citato per danni Comune e Regione
BARI - Il Comune di Bari si è costituito oggi nei giudizi intentati contro di lui in Tribunale per il risarcimento dei danni da parte delle società Sudfondi e Mabar costruttrici dei palazzi di Punta Perotti, e ha chiesto a sua volta il risarcimento delle spese sostenute per la demolizione e anche del «danno cagionato al Comune per la lottizzazione abusiva» per complessivi 105 milioni di euro (e cioè circa 300 euro per ogni cittadino barese). Lo rende noto l'assessore al contenzioso, Cinzia Capano.
Le due società (che fanno capo rispettivamente alle famiglie Matarrese e Andidero), hanno citato in giudizio il Comune, la Regione Puglia e il ministero per i Beni e le Attività Culturali chiedendo che - riferisce una nota del Comune - sia accertata la loro responsabilità per avere indotto «con i loro comportamenti, la SudFondi e la Mabar ad intraprendere e proseguire le lottizzazioni di Punta Perotti. Hanno chiesto quindi il risarcimento degli «ingentissimi danni che assumono aver subito per effetto della confisca disposta in sede penale».
«Il Comune di Bari - riferisce la nota - ha innanzitutto rilevato che tali giudizi, instaurati nell'imminenza della demolizione, rappresentano l'ennesima iniziativa giudiziaria tesa a sottrarsi agli effetti della confisca, proprio dagli autori della abusiva lottizzazione, mentre l'art.6, della legge n. 47/1985, vigente all'epoca dei fatti stabilisce che essi 'sono responsabili della conformità delle opere alla normativa urbanistica, alle previsioni di pianò».
L'amministrazione comunale ha quindi chiesto il rigetto dei ricorsi e la condanna solidale della SudFondi e della Mabar, nonchè della Salvatore Matarrese e della G.A.F.I. (imprese esecutrici delle opere all'uopo chiamate in causa), non solo a rifondere le spese di demolizione, ma anche a risarcire i danni causati al Comune di Bari dalla abusiva lottizzazione.
In particolare, secondo il Comune «la pretesa responsabilità dell'amministrazione non può esser fatta discendere dalla sentenza della Cassazione penale che ha definitivamente sancito la confisca. In quella sede, non è stata affermata la responsabilità di alcuno, ma coloro che chiedono ora il risarcimento dei danni sono stati assolti perchè, pur essendo stata accertata la sussistenza dell'elemento materiale del reato, sussisteva il dubbio che l'errore da essi commesso fosse scusabile; il Comune non ha comunque partecipato a quel processo, concluso con una sentenza che è priva di efficacia in sede civile».
Secondo l'amministrazione comunale, inoltre, «i pretesi diritti azionati dagli attori sarebbero comunque prescritti e i pretesi danni lamentati discendono direttamente dalla confisca e non è consentito agli attori di sottrarsi agli effetti patrimoniali della sanzione. Inoltre, qualora la causa del danno fosse l'adozione di atti amministrativi illegittimi, questi avrebbero dovuto essere tempestivamente impugnati».
«Il Comune - conclude la nota - ha poi illustrato le ragioni per le quali difetta ogni presupposto della responsabilità risarcitoria invocata dagli attori e, innanzitutto, l'ingiustizia del danno. Le perdite economiche delle quali gli attori si lamentano derivano esclusivamente dai loro comportamenti».

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