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Un giorno da... sorella per la tennista Vinci si è sposato il fratello

Un giorno da... sorella per la tennista Vinci si è sposato il fratello

Un giorno da... sorella per la tennista Vinci si è sposato il fratello

 
Un giorno da... sorella per la tennista Vinci si è sposato il fratello

Venerdì 19 Luglio 2013, 10:18

03 Febbraio 2016, 03:18

di ALESSANDRO SALVATORE

TARANTO - «Cosa per me è più difficile tra entrare nella top ten mondiale del tennis e sposarmi? Abbattere il numero delle prime dieci sicuro... ». Accompagna la risposta con un gesto scaramantico Roberta Vinci. Fuori dal Duomo di San Cataldo, «faro» pagano e religioso dell’antica Taranto, la tennista si gode un momento di relax, dopo l’ultimo trionfo di Palermo. È il giorno (ieri, nel pomeriggio) del matrimonio del fratello Francesco con l’amata Francesca Sebastio.

Sebbene la neo sposa sia un’amante della fotografia, rimane sorpresa davanti alla leggera calca dei reporter. «Uno scatto per la stampa? Ma veramente... » sussurra al fresco marito Francesco, noto come «Ciccio» per Roby, amici e famiglia. Lui, contabile come papà Angelo, nativo di Taranto, ma lavoratore a Roma, conosce a fondo il «peso» della celebrità dell’unica sorella. Da piccoli si sfidavano sui campetti di Gandoli, zona marinara di Taranto, placida e naturalistica, dove i fumi dell’industria arrivano raramente e l’impressione è di stare su una spiaggia dei Caraibi.

Nel suo mare cristallino la tennista 30enne, attualmente 11 del mondo, è tornata a tuffarsi con piacere, nella rara settimana di relax dell’ennesima stagione sfiancante ma produttiva. Palermo le ha fruttato la nona vittoria della carriera in singolare. Vittima del suo gioco estroso la compagna, amica e co-primatista mondiale di doppio Sara Errani. La giocatrice bolognese, battuta sulla terra siciliana dopo 5 sconfitte consecutive negli scontri diretti, ieri non era presente ai fiori d’arancio di casa Vinci.

L’atleta tarantina ha fatto da testimone al moro e brillante Ciccio, che durante la cerimonia ha elargito molti sorrisi, «dividendosi» tra la fresca moglie (emozionata) e la sorella, che da piccolo (dice la «leggenda» di famiglia), ha superato con la racchetta. Ma quelli erano altri tempi per chi adesso è una campionessa, che ha fatto da testimone al suo tifoso più acceso che, quando può, la segue nei tornei sparsi nel mondo.

Durante il matrimonio, celebrato dal vice parroco di «San Cataldo» Don Cristian Catacchio, Robertina si agita spesso con le sue gambe, sobriamente scoperte. «Non sono abituata a vestirmi in ghingheri - confessa - specie con tacchi così alti». Il bel vestitino color pesca si adagia sul suo corpo di atleta, che si mantiene in equilibrio su un paio di tacchi «12». La misura è svelata da mamma Luisa (durante la cerimonia si fa beccare in lacrime più volte), impareggiabile p.r. dell’amata figliola. Al suo fianco c’è papà Angelo, il primo che ha portato in un campo di gioco Roby.

Le sue scarpe beige, stupende, la tormentano. Probabilmente, sino alla fine del banchetto nuziale (140 invitati in una villa resort di Martina Franca), non resisterà e indosserà un paio di scarpe abituali. Sportive. Magari da tennis, la sua arte con la quale sta avvicinando l’impensabile sino ad un paio di anni fa: la vertiginosa scala delle prime dieci al mondo. La distanza dalla prima avversaria utile (Caroline Wozniaki, decima) è di appena 440 punti. Il prossimo tour nel nord America (il 29 luglio prima tappa sul cemento di Carlsbad) potrà dare i primi indizi sulla caccia alla top ten. «Missione impossibile» al pari o meno della salita all’altare?
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