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Pasquetta di cultura: a Foggia visite al museo civico

I visitatori potranno ammirare la pinacoteca, la sezione archeologica e quella etnografica oltre al recente allestimento che ospita il lapidario medievale e moderno
FOGGIA - Lunedì 17 aprile, in occasione della pasquetta, il Museo Civico sarà aperto dalle 9 alle 13. I visitatori potranno ammirare la pinacoteca, la sezione archeologica e quella etnografica oltre al recente allestimento che ospita il lapidario medievale e moderno comprendente opere marmoree ed in pietra dal VI al XIX secolo. La sezione archeologica è dedicata essenzialmente alla storia della civiltà daunia che contrassegnò un'area più ampia dell'attuale provincia di Foggia, a partire dal XI secolo a.C.
Vengono presentati soprattutto corredi funerari provenienti da diverse località della Daunia (Arpi, Ordona, Salapia e Ascoli) caratterizzati dalla presenza, fino alla metà del IV secolo, soprattutto di materiali indigeni estremamente interessanti.
Tra i materiali di produzione locale, la ceramica a decorazione geometrica occupa un ruolo preminente insieme alle stele daunie, lastre in pietra con raffigurazioni incise databili al VII-VI secolo. Da segnalare la sala dedicata all'età ellenistica con la Tomba di Ganimede e la Tomba della Principessa, entrambe caratterizzate da oggetti rituali e d'uso di notevole valore. Il percorso della civiltà daunia è preceduto da due sale dedicate al Neolitico con materiali provenienti dai villaggi trincerati che furono abitati dal VI alla metà del IV millennio a.C. da popolazioni dedite all'agricoltura e all'allevamento.

Al piano terreno la sezione archeologica si arricchisce di una sala che presenta due testimonianze provenienti da Arpi, l'importante città daunia cui Foggia si ricollega idealmente: la Tomba dei Cavalieri e la Tomba della Medusa, il più imponente e suggestivo ipogeo rinvenuto ad Arpi. La sezione etnografica ospita preziosi manufatti degli orafi di Monte Sant'Angelo, accanto a quelli di San Marco in Lamis: anelli e orecchini, oltre alla caratteristica susta, elemento di collano in oro e smalto. Di particolare interesse la sala delle ceramiche che propone al visitatore vasi per conserve, brocche, piatti del Settecento e dell'Ottocento e la sala che mostra abiti femminili del Novecento, oltre allo scettro e al diadema della Regina del Grano. La Pinacoteca conserva dipinti, sculture, disegni, incisioni, databili dal XV al XX secolo. E' caratterizzata dalla presenza di opere realizzate in buona parte da autori foggiani, pugliesi o di cultura artistica meridionale. Spiccano i dipinti del più noto artista foggiano, Francesco Saverio Altamura (1822-1897). La scuola foggiana dell'Ottocento è, invece, rappresentata da opere di Domenico Caldara, Vincenzo Dattoli, Nicola Parisi, Vincenzo Acquaviva e Pasquale Tarantino.

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