Mercoledì 23 Gennaio 2019 | 03:44

«AM e Onu bloccano crescita aeroporto Brindisi»

Così il presidente della locale Confindustria, Massimo Ferrarese, in relazione al dirottamento di numerosi velivoli dall'aeroporto "Papola-Casale" verso altri scali. Seap: soluzione in tempi brevi
BRINDISI - «L'Aeronautica militare e l'Onu non possono bloccare la crescita del nostro aeroporto». Lo ha dichiarato il presidente di Confindustria Brindisi, Massimo Ferrarese, che ha avuto un lungo colloquio con l'amministratore delegato della Seap, la società di gestione degli aeroporti pugliesi, Domenico Di Paola in relazione al dirottamento di numerosi velivoli dall'aeroporto "Papola-Casale" verso altri scali. Tutto nasce da un'avaria subita dal sistema di allineamento degli aerei (il cosiddetto Papi) lungo la pista del "Papola" in un momento in cui anche l'altra pista di atterraggio è impraticabile per i lavori di ampliamento dello scalo.
Il massimo rappresentante della Seap, nel corso del colloquio, ha rassicurato il presidente Ferrarese circa la soluzione in tempi brevi dei problemi degli ultimi giorni e sull'impegno della Società a valorizzare ancor di più l'aeroporto brindisino, anche attraverso politiche attrattive nei confronti di nuovi vettori. «Intanto - ha affermato Ferrarese - la Seap ha le sue responsabilità, in quanto non ha provveduto per tempo a ripristinare la funzionalità del dispositivo di allineamento».
«Il Papi si trova all'interno dell'area militare dello scalo, motivo per il quale non sarà possibile effettuare la manutenzione prima del 19 aprile, così come disposto dalle autorità militari. Ciò crea, secondo Ferrarese, «gravi danni per lo scalo brindisino, da sempre penalizzato dal suo 'status' di aeroporto militare che ne condiziona fortemente lo sviluppo e la crescita». «Ci troviamo in una fase di transizione - ha spiegato - l'obiettivo finale è quello di giungere ad un effettivo potenziamento del "Papola. Le disattenzioni di questi giorni, però, rischiano di condizionare l'immagine dello scalo brindisino a livello internazionale che, ciascuno per quanto di propria competenza, sta tentando di costruire. Del resto, l'idea di trasformare il "Papola" nell'Aeroporto del "Grande Salento" va proprio in questa direzione».
«Adesso, il prossimo impegno che è necessario ottenere dal Governo nazionale - ha ricordato Ferrarese - è quello di procedere in via definitiva ed in tempi brevissimi alla smilitarizzazione dello scalo. Ulteriori ritardi apparirebbero ingiustificabili perchè fortemente dannosi per il secondo aeroporto della Puglia e, di conseguenza, per l'economia delle tre province salentine. Un ulteriore motivo di preoccupazione è rappresentato dalla presenza, sempre più imponente, di insediamenti dell'Onu sui piazzali ed a bordo pista. Nulla in contrario rispetto allo sviluppo della base delle Nazioni Unite, ma è indispensabile evitare che questo determini danni irreparabili alla funzionalità dello scalo e, quindi, alla possibilità di raggiungere livelli di traffico di gran lunga superiori rispetto a quelli attuali».

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