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Contratti di solidarietà alla Gazzetta del Mezzogiorno e chiusura di 3 redazioni Cdr: piano irricevibile Solidarietà di Assostampa di Puglia e Basilicata L'editore: è crisi senza precedenti

BARI - Il Comitato di Redazione della Gazzetta del Mezzogiorno dichiara irricevibile il piano di interventi proposto dall'editore Mario Ciancio Sanfilippo che prevede la chiusura, tramite accorpamento, delle redazioni della Bat, di Brindisi e di Matera e il taglio del costo del lavoro del 30% per tutte le otto redazioni giornalistiche tramite l'applicazione del contratto di solidarietà.
LE REAZIONI: Schittulli
Contratti di solidarietà alla Gazzetta del Mezzogiorno e chiusura di 3 redazioni Cdr: piano irricevibile Solidarietà di Assostampa di Puglia e Basilicata L'editore: è crisi senza precedenti
BARI - Il Comitato di Redazione della Gazzetta del Mezzogiorno (organismo sindacale dei giornalisti) dichiara irricevibile il piano di interventi proposto dall'editore Mario Ciancio Sanfilippo che prevede la chiusura, tramite accorpamento, delle redazioni della Bat, di Brindisi e di Matera e il taglio del costo del lavoro del 30% per tutte le otto redazioni giornalistiche tramite l'applicazione del contratto di solidarietà.

Ecco la dichiarazione integrale:

  Il Comitato di Redazione della Gazzetta del Mezzogiorno considera inaccettabile il programma di interventi proposto dall'editore Mario Ciancio Sanfilippo che prevede la chiusura, tramite accorpamento, delle redazioni della Bat, di Brindisi e di Matera e il taglio del costo del lavoro del 30% per tutte le otto redazioni giornalistiche, tramite l'applicazione del contratto di solidarietà. A seguito di numerose sollecitazioni inviate all'azienda per un confronto sereno e approfondito sullo stato di salute del giornale, mai come ora segnato dalla profonda crisi che sta investendo l'intero mercato editoriale, il Cdr nei giorni scorsi ha incontrato l'Editore a Catania per chiedere una concreta politica di rilancio.

La risposta è stata la presentazione di un nuovo piano di tagli lineari, che mette a repentaglio l'informazione capillare in Puglia e Basilicata, assicurata dalle redazioni locali - da sempre presidio di democrazia e pluralismo - e che impoverisce il giornale con l'annunciata riduzione della foliazione. Da mesi, ormai, la rappresentanza sindacale dei giornalisti chiedeva alla proprietà - che fa capo alla famiglia Ciancio Sanfilippo (69%), agli imprenditori Fusillo e Angelucci (30%) e Gorjux (1%) - l'attuazione del più volte promesso piano industriale de La Gazzetta del Mezzogiorno, dando seguito agli impegni formali assunti dall'Editore - e sottoscritti anche in sede ministeriale nel maggio 2012 - con l'avvio degli investimenti sulla multimedialità e il rilancio della testata tramite una riorganizzazione complessiva della forza lavoro e una più chiara strategia di mercato, sorretta da azioni di marketing e da una più attenta e costante gestione dell'azienda.

Molte di quelle promesse sono rimaste sulla carta: il governo dell'azienda è stato per lungo tempo affidato ad appena due "visite" mensili del consigliere delegato - negli ultimi tempi perfino ridotte - e sul nostro giornale continua a regnare il vuoto decisionale. Il momento è sicuramente difficile ma il personale giornalistico ha fattivamente e responsabilmente contribuito al risanamento dei conti della Edisud Spa, garantendo entro giugno 2014 un consistente risparmio sul costo del lavoro a fronte di evidenti sacrifici dovuti all'esodo in prepensionamento di 16 colleghi.

Una "cura dimagrante" della Redazione - cui vanno aggiunte quelle del 2008 e, ancora prima, del 2002 - alla quale l'editore ha risposto lasciando inevasi molti degli impegni assunti e rifiutando qualsiasi, minimo investimento sulle risorse umane del giornale. In questi anni, come testimoniano i bilanci approvati dall'azienda dal 2008 in poi, i principali investimenti realizzati si sono rivelati, nel tempo, fallimentari: prova ne è l'acquisto oneroso della rotativa, costata circa 12 milioni di euro, rimasta (sotto)utilizzata per il solo giornale e mai sfruttata per altre iniziative di mercato, malgrado gli annunci. Parallelamente, la diffusione del giornale risulta penalizzata in edicola da una politica aziendale orientata al solo risparmio dei costi vivi (carta e lastre) e disinteressata ad un attento monitoraggio delle vendite al fine di consentirne una ripresa.

A ciò si aggiungano le schizofreniche iniziative commerciali e gli altalenanti abbinamenti ad altre Testate decisi in questi anni, il più delle volte in grado solo di disorientare i lettori. Nel contempo sono state tollerate, e lo sono tuttora, situazioni di spreco che nulla hanno a che vedere con la qualità del prodotto giornalistico e il lavoro della redazione. Inoltre, i dati delle vendite tra il 2008 e il 2012, pur a fronte di una innegabile crisi del mercato, confermano il fallimento del progetto della doppia direzione del giornale varato dall'Editore e poi "risolto" con una separazione di deleghe, dai dubbi benefici, tra giornale cartaceo e giornale on line. Tutto ciò in assenza di un effettivo sviluppo della piattaforma multimediale a differenza di quanto già realizzato da altri quotidiani.

Il Cdr, dopo l'assemblea di redazione riunitasi oggi alla presenza del presidente dell'Assostampa di Puglia, ritiene sia arrivato il momento di fare chiarezza sul futuro della Gazzetta. L'appuntamento col rilancio - che non necessariamente comporta investimenti onerosi, semmai una oculata politica di gestione e impegno nelle idee - è indifferibile, pena la perdita di valore e di prestigio della nostra storica Testata e la sconfitta dinanzi ad una crisi ormai struttuale. Il piano consegnatoci, invece, è lacunoso, carente di ogni elemento organizzativo e normativo, privo di prospettive e strategie: in tal modo l'editore Mario Ciancio Sanfilippo esplicita un preoccupante disinteresse nei confronti del giornale e mette a rischio la qualità dell'informazione che la Gazzetta garantisce ogni giorno in Puglia e Basilicata da 126 anni.
Il Comitato di Redazione

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