Lunedì 18 Febbraio 2019 | 03:51

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Mezzogiorno - «Non c'è sviluppo senza industrie»

Per il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola (al IV Forum di giovani imprenditori di Federalimentari), «non c'è nessuno sviluppo possibile del turismo e neppure dei Beni culturali se non in un quadro di rafforzamento del tessuto produttivo». L'alternativa sarebbe «un fallimento storico»
LECCE - Per il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, «non c'è nessuno sviluppo possibile del turismo e neppure dei Beni culturali se non in un quadro di rafforzamento del tessuto produttivo e che il punto di forza dell'economia meridionale o è il settore primario o il settore secondario o, per esempio, l'agroindustria con tutto ciò che prospetta. Oppure noi stiamo raccontando delle fantasie premoderne e ci stiamo candidando ad un fallimento storico». Lo ha detto a Lecce nel suo intervento al IV Forum di giovani imprenditori di Federalimentari, sul tema "alimentare per il futuro".
«C'è un dibattito - ha detto tra l'altro Vendola - un po' salottiero e folcloristico che immagina lo sviluppo del Mezzogiorno centrato su turismo e beni culturali, che, beninteso, sono due vettori straordinari e strategici per lo sviluppo del Mezzogiorno». «Ma è un'immaginazione - ha aggiunto - che, già dopo l'ubriacatura degli anni '80, aveva rappresentato una possibilità di terziarizzazione totalitaria del Mezzogiorno, l'immagine di un Sud come un'immensa "pro loco". Cioè di un Sud che deve fare ancora i conti con i suoi pezzi di storia industriale, dalla chimica alla siderurgia, e che tutto sommato pensa di doversi emancipare dall' industria».
«Io penso, invece, - ha continuato il presidente della Regione Puglia - che dobbiamo mettere al centro il tema dell'industria. Si può ragionare criticamente sui modelli di industrializzazione del Mezzogiorno e dire che forse l'industria pesante, la chimica o la siderurgia era discutibile ma, nonostante i motivi di compromissione ambientale, una scelta importante». «Oggi si può immaginare - ha concluso - che l'industria energetica è uno dei pezzi pregiati del nostro futuro e possiamo per noi, in Puglia, prospettare un futuro ambizioso per fare del nostro territorio il più grande parco delle energie rinnovabili. Possiamo su questo punto costruire la sfida».

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