MONOPOLI - Da Grotta ad Abisso, la Rotolo-Boscia del Canale di Pirro adesso è la più profonda grotta di Puglia. Il record è stato toccato domenica scorsa ma le esplorazioni si susseguono di continuo e anche il primo maggio dalle 7 del mattino gli speleologi sono nella cavità a pochi metri dal confine con il territorio di Alberobello. La novità è emersa dopo che Luca Petrali e sua moglie Nadia, due speleosub, si sono immersi nell’ultimo lago a quota meno 264 metri dalla superficie. Con loro ben 10 speleologi del gruppo Gasp di Gioia del Colle, veneti di Schio, toscani a cui nelle ultime ore si sono aggiunti gli speleologi del gruppo di Grottaglie. U n’operazione complessa, studiata da tempo, che purtroppo non ha più avuto il paventato sostegno economico dei fondi regionali. «Siamo sulle nostre spese - spiega Lorenzo Di Liso presidente del Gasp -. Siamo in pratica arrivati alla falda freatica e la grotta in profondità ha un lago profondo 48 metri che si aggiungono ai meno 264 delle prime esplorazioni dell’estate scorsa e adesso siamo a meno 312 metri». E così la grotta inizialmente conosciuta come Grave Rotolo adesso è anche un Abisso, l’Abisso «Donato Boscia» ed ha superato per soli 7 metri di profondità la Grava di Campolato, sul Gargano.
L'operazione di esplorazione subacquea prosegue ed è anche finalizzata a cercare un prolungamento della grotta anche sotto il pelo dell’ac - qua. «È stata un’operazione delicatissima - spiega Di Liso -. Non avendo fatto la decompressione, i due sub non si potevano affaticare e per ritornare in superficie abbiamo utilizzato dei paranchi in modo che non dovessero fare nessun movimento». E sul bordo del lago sotterraneo è stata realizzata una piattaforma in legno tenuta sospesa da alcuni tiranti, che serve per proseguire le esplorazioni in quell'incredibile quanto immenso lago sotterraneo che scende, a questo punto, sotto il livello del mare. Ma le sorprese della Rotolo-Boscia non sembrano finire. La grotta è «armata fissa» il che significa che gli speleologi ormai non staccano più le corde dalle pareti. C'è un frenetico andirivieni perché i 900 metri complessivi di percorrenza adesso sono in pratica raddoppiati.
«Oltre alla parte allagata - spiega Di Liso - c'è una parte nuova aerea perché dall’altra parte del Pozzo dei veneti c'è una nuova galleria che interseca diversi pozzi con risalite di 50 metri e uno di questi pozzi è addirittura più grande di quello di accesso». Come dire, la vera via principale è un’altra, bisognerebbe solo capire da dove accedervi. Prosegue l’esplorazione con un lavoro di squadra enorme e non si esclude che altre interessanti novità possano maturare già nelle prossime ore. La grotta come si ricorderà si snoda con una lunga serie di pozzi che nel tempo si sono collegati l’uno all’altro dopo avere creato varchi nella stratificazione della roccia carsica e nella verticale della faglia che ha dato origine a quello splendido sprofondamento parallelo alla Valle d’Itria che è il Canale di Pirro. E si è capito fin dall’inizio che non si tratta di una semplice grotta, ma di un Abisso con tanto di ruscelletti sotterranei e rami laterali che ne fanno un labirinto sotterraneo al momento ineguagliato in Puglia. Un vero e proprio Eldorado degli speleologi















